venerdì 29 maggio 2015

"Non lasciare che io sia fraintesa"

"Don't let me be misunderstood" è un brano del 1964 interpretato in maniera mirabile e toccante da Nina Simone, cantante jazz e blues statunitense, nonché attivista per i diritti civili.
 
 

Qualche mese dopo gli Animals, rock band britannica degli anni '60, ne fecero una versione rhythm & blues che è restata quella più nota.
 
 
Un decennio più tardi uscirà una versione "latin disco" dei Santa Esmeralda, un gruppo franco-americano degli anni '70, che spopolerà nelle discoteche e che verrà ripescata anni dopo da Quentin Tarantino in una scena di "Kill Bill".
 
 
 
E non è tutto! Tra le altre cover c'è anche quella di Joe Cocker, che è la mia preferita...forse...ma anche quella di Nina Simone...però quella degli Animals...
 

 
 
Beh, che ne dite?
 

 

martedì 26 maggio 2015

"Il grande Gatsby"

 
Ho terminato ieri sera il mio primo libro scaricato sul Kindle: "Il grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald.
M'è piaciuto molto, soprattutto gli ultimi due capitoli, veramente splendidi e amari: vi ho trascritto qui sopra la frase che chiude il romanzo. Anche le descrizioni ( a me piacciono tanto le descrizioni nei romanzi!) sono veramente curate e particolari, ricche di metafore e ossimori.
 
Gatsby è un personaggio tragico, che soccombe al suo sogno, il sogno americano della ricchezza, dell'essere accettati perché riscattatisi da soli da un passato di miseria ed emarginazione.
E soccombe soprattutto perché sopraffatto dall'amore per una donna egoista che non sa rinunciare ai suoi piccoli privilegi borghesi.
 
Fitzgerald con uno stile scorrevole e fresco ci trasmette il suo credo e cioè che l’unica possibilità di redenzione di una società  crudele, fatua e ipocrita sia il ritorno ai buoni vecchi valori di una volta, quelli dell'America contadina.
"Il grande Gatsby" è, come tutti del resto, un romanzo figlio del suo tempo: lo specchio della società americana degli anni '20.
 
 


martedì 19 maggio 2015

E-reader

 
Anch'io mi sono alla fine lasciata irretire dall' e-reader. Nonostante dicessi sempre che preferivo il libro e la sensazione della carta sulle dita o il profumo della stessa, o la sensazione del girare le pagine, ho ceduto!
 
L'occasione mi si è presentata nel negozio della Giunti dove, per la Festa della Mamma, in collaborazione con Amazon, venivano offerti i Kindle nelle tre versioni: base, Paperwhite e Paperwhite 3G; i miei hanno voluto approfittarne per farmi il regalo per la Festa della Mamma e per il mio compleanno che cade alla fine di maggio.
 
Devo dire che sono stata contenta: ce l'hanno in molti miei amici  l'e-reader e ne sono soddisfatti; è molto utile soprattutto in viaggio o se si legge fuori casa perché pesa meno di un libro e può contenere migliaia di libri.
 
Per ora ho scaricato quattro titoli gratuiti:
"Il grande Gatsby" di Scott Fitzgerald
"Addio bocce" di Vitali
"Occhi profondo mare" di Martini e
"Confessioni di un italiano" di Nievo.
 
La cosa che mi piace di questo dispositivo è il fatto di avere il dizionario incorporato e di poter evidenziare e memorizzare le frasi che mi piacciono; in più ci si può connettere alla rete tramite wi-fi; naturalmente è interessante anche il risparmio sul prezzo di copertina e il risparmio di spazio in casa: non so più dove tenere i libri e sono costretta a regalarli!
 
Niente comunque mi distoglierà dagli amati libri cartacei; in casa da iniziare ne ho una novantina...
 
 
 
 

lunedì 11 maggio 2015

Il San Carlone

Ho trascorso molte estati della mia adolescenza e giovinezza nei pressi di Arona, sul lago Maggiore; non potevo quindi non aver visto e visitato la statua del San Carlone, una di quelle grandiose costruzioni che sfuggono a qualsiasi giudizio estetico, un po' come la torre Eiffel o la Statua della Libertà: sono belle o sono brutte? Non si sa.
 
(foto Wikipedia)
 
Anche il San Carlone lascia a bocca aperta, ma non convincerà mai gli esteti.
La sola statua è alta circa 21 metri, mentre col basamento arriva a toccare i 32.
 
Ma perché è stato costruito un tale colosso?
Per esaltare la figura di San Carlo Borromeo, su incarico del cugino Federico, arcivescovo di Milano.
 
Carlo Borromeo
Federico Borromeo
 
 
Erano i primi anni del '600 e la costruzione della statua non fu semplice. Si trattava di eseguire i vari pezzi e trasportarli, assemblarli e costruire un enorme basamento. In più era scoppiata la peste e sia Federico che il progettista, il Cerano, erano morti; poi alcuni pezzi di metallo già pronti erano stati rubati durante le varie scorribande delle milizie straniere che percorrevano la nostra penisola.
 
Finalmente nel 1693 gli scultori Zanella e Falconi iniziarono a lavorare per mettere insieme le varie parti e supplire a quelle mancanti e nel 1698 il San Carlone fu completato.
All'interno ha un'armatura in ferro e all'esterno è di rame, pitturato a color bronzo nell' '800; è percorribile tramite due rampe di scale per quasi tutta la sua altezza, fino alla testa dove, guardando attraverso gli occhi, si può godere  del panorama del lago.
 
 
 
 


 


domenica 10 maggio 2015

Festa della Mamma

 
Auguri a tutte le mie amiche mamme,
alle loro mamme...
e a tutte le mamme!
 

sabato 9 maggio 2015

Maggio, il mese delle fave

Maggio è il mese migliore per consumare le fave fresche. Le ho mangiate qualche volta, a casa di amici che vivono in campagna: crude, con pecorino, salame, pancetta e pane casereccio. Buone, perché freschissime.
Devo dire che io le preferisco stufate con cipolla e prosciutto a dadini; una mia amica vegetariana, invece, le cucina trasformandole in un ottimo paté profumato di menta e aglio, con pinoli e cialde di parmigiano: ottimo.
 
 
Prima di venire a vivere nel centro-Italia, io le fave non le conoscevo, non le avevo mai viste: a Milano non s'usava mangiarle, si davano ai maiali! (mio marito mi prendeva in giro dicendo che invece nelle Marche si dava la zucca ai maiali). 
E dire che hanno ottime proprietà nutrizionali: contengono molte vitamine, sali minerali, fibre e proteine, il che le rende particolarmente adatte per chi non mangia carne.
 
 
 
Le fave sono un legume molto antico: pare si consumassero già 3000 anni prima di Cristo! Lo sapete che se si trovano sette fave anziché sei nel baccello porta fortuna? La foto qui sopra è quindi di buon auspicio!
 
 



giovedì 7 maggio 2015

Shabby chic in casa mia

Lo shabby chic (letteralmente “trasandato chic”) è uno degli stili più di tendenza in fatto di arredamento. E' uno stile che sembra essere dimesso e un po’ abbandonato a se stesso, ma che in realtà è molto curato. Io lo trovo perfetto per una seconda casa o comunque una casa sita in campagna, al mare o in montagna.
 
L’effetto shabby chic nell'arredamento può essere dato da dettagli e piccoli accorgimenti come i colori.
Proprio la scelta dei colori con cui arredare casa non è affatto secondario se si vuole avere una casa shabby chic: occorre adottare colori chiari e tendenti al pastello; il colore principale deve essere il beige, l’avorio, il grigio chiaro o il bianco.
 
 
Nella nostra casa in montagna, ad esempio, il vecchio lampadario chandelier di ottone che pende un po' triste sopra il tavolo della sala da pranzo potrebbe con pochissima spesa diventare così e rinascere a nuova vita, più allegro e luminoso. La vernice l'ho già comprata la scorsa estate e a luglio procederò al restauro, in perfetto stile shabby.
Allo stesso modo cambierò faccia a tanti altri oggetti vecchi e malandati.
 
Il legno e il lino sono i due materiali che regnano indiscussi nella casa shabby chic: i mobili dovranno quindi essere in legno, meglio se tinti di bianco slavato. E anche qui, ci siamo: la nostra vecchissima camera da letto, che era della nonna, potrebbe rinfrescarsi e ringiovanire, perché l'alternativa sarebbe stata di buttarla ed acquistare mobili nuovi, visto che sono mobili di nessun valore.
La vernice dei mobili non dovrà essere perfetta, ma dare appunto l’impressione che siano dei mobili recuperati dalla soffitta della nonna.
 
 
Infine gli elementi d’arredo che arricchiscono la casa shabby chic sono moltissimi: immancabili i cuscini le cui tinte e fantasie devono sempre avere un tocco country e naturale.
 
 
In cucina le mensole si possono impreziosire con servizi di porcellana vecchi, piatti spaiati dal sapore vintage e magari adornati con dei fiori.
 
 
Pizzi e merletti sono naturalmente i benvenuti!
 
Tra gli elementi d’arredo perfetti per evocare uno stile shabby chic ci sono anche gli utensili di latta che si trovano facilmente nei mercatini dell’usato o nelle nostre soffitte e cantine.
Non possono poi mancare fiori dai toni delicati, come ortensie, rose, camelie e mazzi di lavanda.
 
 
Gli oggetti fai-da-te sono i tocchi che renderanno unica la casa: basta poco e un po' di fantasia per dare un tocco naturale e raffinato all'ambiente.
Infine le candele: non possono mancare in una casa shabby chic!
Si possono utilizzare per decorare il camino, un tavolino, le mensole...oppure usarle in un tradizionale candelabro, oppure inserite - ancora meglio - in semplici barattoli di vetro.
 
 
 
Il lavoro questa estate non mi mancherà, che ne dite? E voi cosa pensate di questo stile?
 

(ho realizzato il post traendo notizie da http://www.leitv.it/)


 

mercoledì 6 maggio 2015

Andava fatto!

Qualche giorno in montagna, nella nostra casa…il vuoto della sua mancanza, le sue cose, la sua camera, i luoghi, le strade percorse insieme…momenti di grande tristezza. Ma andava fatto!
 
Ora posso dire:
 
 
Mi sei mancata, sorellina! Ti ho cercata…e forse mi hai risposto.

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