venerdì 24 aprile 2015

Rassegnazione

 
Curioso come a questo mondo vi sia poca gente che si rassegni a perdite piccole; sono le grandi che inducono immediatamente alla grande rassegnazione.
 
Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923
 
 
 
Mi trovo  a concordare su questo pensiero di Svevo: ci arrabattiamo spesso per raggiungere ed ottenere cose futili e spesso non ci rassegniamo alla loro mancata conquista; ci rodiamo, ci pensiamo e cerchiamo qualcuno o qualcosa su cui riversare le nostre frustrazioni.
 
Ma quando ci troviamo ad affrontare una grande perdita, un grande dolore, allora non ci resta che rassegnarci ed accettare le prove che la vita ci riserva; forse perché ci rendiamo conto che la disperazione è vana.
 
E' quello che mi sta succedendo e devo dire che è una fortuna questa capacità umana: un grande dolore sarebbe spesso devastante se non ci fosse la rassegnazione che pian piano viene a consolare l'anima!
 

lunedì 20 aprile 2015

Vorrei tornarci

Dove?

Vorrei ritornare alla Baia delle Zagare, quella profonda insenatura che si insinua nella costa rocciosa del Gargano, una costiera emersa dal mare e modellata per millenni in forme inimitabili dal vento e dall'acqua.
 
 
 
Sopra ci sono ciclopiche pareti a strapiombo macchiate di cespugli e di pini in bilico nel vuoto; sotto cale e calette, faraglioni, archetti, scogliere e un mare verde smeraldo che fa pensare alla Sardegna.
 
 
 
Al Gargano è nato l'amore tra me e mio marito, in una lontana estate di più di quarant'anni fa. Che giornate spensierate con gli amici in campeggio: le nuotate, il sole, le risate, le gite su e giù per la costa...ce n'erano per tutti i gusti!
Ricordo soprattutto il susseguirsi delle caverne e delle grotte naturali scavate dal moto incessante delle onde, piene di ombre, riflessi e colori. Le raggiungevamo col materassino, pagaiando con le braccia.
Ma anche le lingue di sabbia dove si poteva approdare senza trovarci anima viva, o i due misteriosi faraglioni che, emergendo dall'acqua, dividono due lunghe spiagge dalla sabbia finissima e dorata.
 
 
 
Ecco, vorrei tornare a sdraiarmi su una di queste spiaggette, al riparo di un'alta parete di roccia bianca, magari ad aspettare il tramonto al canto delle cicale e al profumo dei pini odorosi osservando il mare increspato, leggero e luminoso...
 

mercoledì 15 aprile 2015

Il vino è salute!

Il vino mi piace, non sono astemia, anche se non lo bevo quasi mai, ad eccezione delle occasioni in cui si esce al ristorante o si pranza o cena con gli amici.
 
Faccio male perché moltissimi studi dimostrano ormai che il vino fa bene alla salute, a patto che il consumo sia costante ma moderato. Le dosi consigliate sono di 2-3 bicchieri al giorno per gli uomini e di 1-2 per le donne che lo metabolizzano con maggior fatica.
 
 
Naturalmente nel consumo non va calcolato l'eventuale vino utilizzato per cucinare perché con il calore molti antiossidanti vengono distrutti.
 
E' comunque un alleato prezioso in cucina: serve a marinare la carne per renderla più tenera e saporita;
(foto saveur.com)
 
serve a cuocere la carne, come nel brasato, per darle sapore e ridurre i grassi;
 
 
serve a sfumare il risotto per dargli un aroma particolare;
 
serve a profumare la frutta cotta per esaltarne i profumi e attenuarne la dolcezza.
 
 
 
I benefici del vino per il cuore sono ormai noti da tempo: un bicchiere al giorno diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari del 32%. Infatti riduce la formazione delle placche nelle arterie, abbassa il colesterolo, rende il sangue più fluido, accresce il livello degli omega-3.
Tutto ciò grazie ai polifenoli come il resveratrolo, antiossidante venti volte più potente della vitamina E.
 
 
Il resveratrolo si trova nella buccia dell'uva, soprattutto di quella nera e quindi nel vino rosso. Anche il vino bianco però ha proprietà salva-cuore grazie alla presenza di monofenoli; inoltre protegge da fenomeni infiammatori responsabili di varie malattie.
 
 
Meno conosciuti sono i benefici del vino su altre patologie, per esempio neurologiche: riduce il rischio di ictus, morbo di Alzheimer e demenza senile. Il vino è anche amico delle donne in menopausa perché protegge dall'osteoporosi e ha gli stessi effetti dei fitoestrogeni sulle vampate.
 
Che dire a questo punto? Che oggi stapperò una bottiglia!
 
 
Cin cin, amici!...e buona giornata!
 
 

martedì 14 aprile 2015

Primavera intorno

"Il passero solitario"
 

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
 
*****************
 
La prima strofa, quella che mi piace di più, l'unica che sia riuscita a tenere a memoria!
 

 

giovedì 9 aprile 2015

"Moon River"

Il mese scorso ho letto "Colazione da Tiffany" di Truman Capote: un breve romanzo piacevole, dalla prosa sobria, che mi è piaciuto molto.

Non ho mai visto però il film con Audrey Hepburn e George Peppard, ma leggendo il libro non potevo non immaginarmi di sentirne la colonna sonora, soprattutto quella magnifica canzone malinconica che è "Moon River".
 
 

 
 E' una delle più belle composizioni di Henry Mancini, una delle canzoni da film più celebri di sempre, che faceva parte, appunto, della colonna sonora del film in questa versione orchestrale:

 
Nel film era cantata dalla stessa Audrey Hepburn, per la quale venne scritta appositamente perché si adattasse alla sua estensione vocale.

 
Alla cerimonia degli Oscar fu cantata, nel tripudio generale, da Andy Williams, cantante tradizionalissimo americano,


ma a portarla al successo fu Jerry Butler, un cantante soul.


Non saprei dire quale delle quattro versioni mi piaccia di più, ma è certo che la canzone mi commuove sempre ogni volta che l'ascolto!



(post realizzato traendo notizie dalla pubblicazione "1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita" di Ezio Guaitamacchi)

martedì 7 aprile 2015

Logica felina

(Alexander Gunin - Cat in the Window)

Non ricordo dove avessi trovato queste simpatiche "regole" di vita felina che trascrissi su una vecchia agenda nell'aprile del 2008...sicuramente in internet: non sono riuscita a rintracciare il sito da cui le presi.
Mi divertirono perché, avendo allora un gatto, le riconobbi come vere.
 

"Non permettere che in casa ci siano porte chiuse. Per fartele aprire, mettiti dietro ad una gamba dell'umano e martellala con testatine. Una volta che la porta è aperta, non è necessario che entri. Puoi anche cambiare idea.
 
Quando hai ordinato l'apertura di una porta che dà all'esterno, stai per metà dentro e per metà fuori, con aria molto pensierosa. Questo è particolarmente utile quando fa freddo o durante la stagione delle zanzare."
 
Mio mao!



sabato 4 aprile 2015

Buona Pasqua!


A tutti voi, cari amici, l'augurio più vero di un giorno radioso e felice.
 
 
 
Buona Pasqua!
 
 

giovedì 2 aprile 2015

Peder Mørk Mønsted


Uno dei generi pittorici che preferisco è il paesaggistico, insieme con le nature morte.
Per questo mi incantano i quadri di Peder Mørk Mønsted, il pittore della natura; un artista danese vissuto a cavallo dei secoli XIX-XX, uno dei più famosi in quel periodo, ma forse sconosciuto ai più al giorno d'oggi.
 
Per presentarvelo vi mostro subito questo solare paesaggio montano dove c'è tutto l'incanto della primavera: luce, dolcezza, colore. Stupendo! A me ricorda tanto le rive del lago di Como...
 
 
Di questo artista mi affascinano soprattutto le vedute dei fiumi, dove l'acqua e il fogliame sono rappresentati  con grande maestria.
 
 
(entrambe le immagini da http://www.museumsyndicate.com/)
 

Peder Mork Monsted era un pittore realista: i suoi dipinti sono fotografici (e qui qualcuno storcerà il naso), ma la sua tecnica è impeccabile ed emozionante!
 
I paesaggi che vide nell'infanzia rimasero sempre nei suoi quadri: le foreste innevate, i paesaggi desolati dei boschi in inverno, la natura in primavera in riva ad un fiume, la campagna che rinasce nell’estate del Nord.
 

 
La rappresentazione della neve soprattutto  e delle luci che la caratterizzano dimostrano un grande studio del paesaggio e un'approfondita sperimentazione dei colori da parte di questo artista.
 
 
(entrambe le immagini da http://www.comgun.ru/)
 
Le sue opere appartengono soprattutto ai collezionisti, quindi difficilmente è possibile osservarle nei musei, purtroppo. Io qui ve ne ho mostrata qualcuna: spero d'aver contribuito alla conoscenza di un pittore poco noto, ma molto bravo.
 
(visualelsewhere.files.wordpress.com )
 
 
(post realizzato traendo notizie da http://freemaninrealworld.altervista.org/)
 
 


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