giovedì 29 maggio 2014

Una poesia di Antonia Pozzi

Antonia Pozzi è una poetessa milanese vissuta nei primi decenni del '900.
Mi piace la sua poesia un po' crepuscolare ed ermetica, ma ricca di descrizioni, sfondi ed echi espliciti dei luoghi che amava frequentare: la terra di Lombardia, la natura solitaria e severa della montagna.  
Antonia è vissuta brevemente: si tolse la vita a soli ventisei anni, forse oppressa da un chiuso ambiente familiare e vittima di un'indole ipersensibile.
 
 
"Pianura"
 
Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.

Vorrei capire dal cenno dei pioppi
dove passa il fiume
e quale aria trascina;
saper dire dove nascerà il sole
domani
e quale via percorrerà, segnata
sul riso già imbiondito,
sui grani.

Vorrei toccare con le mia dita
l'orlo delle campane, quando cade il giorno
e si leva la brezza:
sentir passare nel bronzo il battito

di grandi voli lontani.
 
(claudemonetgallery.org)

lunedì 26 maggio 2014

Cambia la tua casa, cambierai il tuo mondo

Due semplici idee tratte da una mia vecchia agenda cartacea del 2008.
In casa mi prendono in giro per le mie "agendine", ma sono sempre una miniera di consigli! Consigli tratti dalle riviste, ovviamente, o da opuscoli vari: così mi sembra di trarre profitto dall'acquisto dei giornali che, alla fin fine, sono spese che finiscono nella carta straccia!
 
Ecco dunque il piatto giardino
un piatto di vetro, un vaso mignon di terracotta, un animaletto di cristallo o di ceramica, un po' di muschio ed ecco realizzato un centrotavola originale, d'ispirazione zen.
 
Questo invece è il vasetto-segnaposto
 
Perché buttare i contenitori di yogurt vuoti? Basta riempirli di sassolini di mare o di fiume, infilare dei fiori recisi corti (in questo caso sono ellebori, fiori invernali, ma immaginateci viole, roselline, margherite...) e legare, intorno al collo del vasetto di vetro, due o tre fili di rafia naturale.

domenica 25 maggio 2014

Cortona

Cortona si trova in alto, sopra un'altura, disposta a ventaglio su piani successivi, non nascosta dalle sue mura, ma offerta all'ammirazione del turista. Questa fu la prima impressione che ne ebbi nel novembre del 2010 ed è quella che mi è rimasta più delle altre che ebbi visitando la città.
È racchiusa nella cinta delle mura che salgono e scendono sulle pendici del monte di Sant'Egidio; la strada che lo risale è bellissima: scorre tra ulivi, pini, cipressi, case coloniche, chiese, ville, tutti costruiti con la stessa pietra.
Il primo capolavoro che incontrammo fu la chiesa di Santa Maria al Calcinaio di Francesco di Giorgio Martini.
Passammo la cinta delle mura, che sono ancora quelle etrusche, e arrivammo davanti al superbo palazzo comunale, a Palazzo Ferretti e all'antico ospedale.
(foto myveryownartgallery.tumblr.com/)
 
Subito dopo ecco il più nobile dei monumenti di Cortona, il palazzo Casali, dove hanno sede il Museo e l'Accademia etrusca.
 
(questa foto è mia!)
Ma scoprimmo anche altre meraviglie, tra chiese e palazzi: il teatro, il duomo, il santuario della patrona a cui arrivammo seguendo la Via Crucis.
E la visita non era ancora finita: c'era ancora la fortezza medicea del '500, che fonda le sue basi al tempo degli Etruschi e la caratteristica via Jannelli con le sue case medioevali dal tipico sporto del primo piano.
(acquarello di Alessandro Bulli - www.cortonagiftshop.com)
 
Unico neo fu il tempo pessimo che ci costrinse a passeggiare e a fotografare sotto l'ombrello!
(eccomi sotto l'ombrello!)
(per questo motivo ho dovuto ricorrere alla rete per reperire delle foto decenti, perché le mie sono tutte sfocate, mosse o scure)
 
Per fortuna ci consolammo con la cucina locale semplice e gustosa: cacciagione, carne chianina e un fantastico carpaccio con gli ovoli!

lunedì 19 maggio 2014

Macchiaioli

(Riflessioni nate da un vecchissimo opuscolo che stavo per buttare...e che alla fin fine ho buttato!)
 
Un gruppo di pittori visse e lavorò per alcuni anni a Castiglioncello in Toscana dove crearono una scuola di grandi "macchiaioli": Abbati, Sernesi, Borrani, Fattori, Bartolena, Cabianca, Gordigiani, Boldini, Costa, Lega, Signorini, Zandomeneghi...
 
Nei quadri dei macchiaioli che dipinsero in questi luoghi appare sempre il mare, magari una striscia, magari un luccichio in fondo al paesaggio, ma sempre visibile: azzurro, celeste, verde, rosato, a seconda della stagione e dell'ora.
 
(Raffaello Sernesi)
 
(Odoardo Borrani)
 
(Giovanni Fattori)
 
(Vincenzo Cabianca)
 
(Telemaco Signorini)
 
Sono passati centoquarantacinque anni e il mare è ancora lì, naturalmente: tenero e azzurro, o rosso e rosato, o bianco e verde; viene voglia di prendere il cavalletto, la scatola dei colori e dei pennelli e mettersi a sedere nel punto giusto per riprodurre le meraviglie di Castiglioncello.

mercoledì 14 maggio 2014

I pizzoccheri della Valtellina

 
Durante la mia recente vacanza pasquale in Valchiavenna ne ho fatto una scorpacciata! Innaffiati da un buon bicchiere di quei vini rossi asciutti e di discreta gradazione alcolica, tipici della zona, che sono il Sassella (il mio preferito), l'Inferno e il Grumello.
 
I pizzoccheri sono un antico piatto contadino, ricco e appetitoso, che si serve come unica portata. 
Le brave massaie valtellinesi li preparano in casa con la farina di grano saraceno, ma si possono acquistare secchi nei supermercati o nei negozi di specialità regionali: sono comunque prodotti di buon livello.
 
Queste corte tagliatelle scure si cuociono con verza e patate e si condiscono con tanto burro e formaggio locale; i migliori sono il Casera e il Bitto.
 
Si cucinano tutto l'anno: in estate, quando la verza non c'è, si sostituisce con spinaci o bietole, ma per me non è la stessa cosa!
Conviene gustarli d'autunno e d'inverno, davanti a un caminetto acceso mentre fuori fiocca la neve.

lunedì 12 maggio 2014

Beauty-coccole

Dopo l'inverno ci ritroviamo spesso con la pelle arida, secca e opaca. Il mio consiglio è di fare uno scrub alla settimana, di usare dei detergenti delicati per il bagno e poi di passare una crema idratante e rassodante.
Io la uso solo su gambe, braccia e décolleté perché non mi piace sentirmi addosso la crema; però trovo che sia utile per preparare la pelle delle zone che si scopriranno nella bella stagione,a ricevere aria e sole senza macchiarsi.
Infatti, di solito, dall'estate prima, io mi porto addosso i vari segni lasciati dalla vecchia abbronzatura (segni delle spalline, per esempio) che con lo scrub, in poche settimane, vanno via; evito così che in certe zone la melanina si accumuli sopra a quella vecchia.
Non che sia una patita del sole, per carità! non mi piace crogiolarmi ore su un lettino al mare, anche perché ormai sappiamo che fa male. Ma, andando in montagna, inevitabilmente mi abbronzo su braccia, spalle, décolleté e gambe.
 
Ho usato diversi prodotti per l'operazione scrub/detersione/ idratazione: per esempio, una buona crema, a base di miele italiano biologico, è la Crema Fluida Idratante della linea "Honey Miel" di Perlier che vanta un decennale successo.
Un bagnoschiuma profumato ed economico è "Cashmere Moments" di Nivea.
A Natale la mia collega mi ha regalato uno scrub ossigenante di Givenchy: "No Complex Massage Exfoliant"...che non mi sarei mai comprata a causa del prezzo (37 €)! Però m'è piaciuto molto ed è uno dei migliori che abbia usato!
Per i gomiti m'è piaciuta la crema di Neutrogena "Sollievo Quotidiano" perché li ammorbidisce molto e aiuta a rigenerare la pelle molto secca e screpolata.
Ora mi sto occupando delle mani: non essendoci stato un inverno freddo non ho usato creme e così ora, per colpa del gesso che uso a scuola, mi ritrovo con mani e unghie disidratate! Ho comprato "Cold Cream" di Avène che è super-idratante: vedremo se funziona!

sabato 10 maggio 2014

"Io ho appreso a vivere"

Anna Achmatova è una poetessa russa, nata nel 1889 e morta nel 1966. Era di famiglia nobile, ma soffrì molto nella vita a causa degli eventi dolorosi che la segnarono, come la guerra e la dittatura staliniana. 
Al suo ritrovato equilibrio interiore è dedicata questa poesia, bellissimo e sereno elogio della validità della sua vita.
 
Io ho appreso a vivere con semplicità, con saggezza,
a guardare il cielo e a pregare Iddio,
e a girellare a lungo innanzi sera,
per stancare l'inutile angoscia.
Quando nel dirupo frusciano le bardane
e declina il grappolo del sorbo giallo-rosso,
io compongo versi festevoli
sulla vita caduca, caduca e bellissima.
Ritorno. Mi lambisce il palmo
il gatto piumoso che ronfa con più tenerezza,
e un fuoco smagliante divampa
sulla torretta della segheria lacustre.
Soltanto di rado squarcia il silenzio
il grido d'una cicogna volata sul tetto.
E se tu busserai alla mia porta
mi sembra che non udrò nemmeno.
 

venerdì 9 maggio 2014

Design nordico

Lo "stile scandinavo" è una tipologia di arredamento che mi ha conquistata anzitutto per la sua bellezza pulita.
Infatti il colore predominante è il bianco abbinato ai materiali naturali, come il legno, e ad oggetti di design. E' uno stile leggero, semplice e fresco, ma al contempo trasmette calore e intimità: basti pensare ai pavimenti fatti di listoni di legno chiaro...
 
I mobili e i complementi d'arredo sono intramontabili: ancora attualissimo il  tavolo "Tulip" di Eero Saarinen, in produzione dal 1956
o la sedia "Seven" di Arne Jacobsen, disegnata nel 1955 e ancora simpaticamente proponibile non solo nel colore naturale del faggio, ma anche tinta in tonalità vivaci come questa...
E la lampada "Pantella" di Verner Panton? Non la si vede forse ancora nelle esposizioni dei negozi di mobili? Eppure è del 1971!
Questi mobili e complementi mi ricordano molto la mia giovinezza perché alcuni sono stati vere e proprie icone dell'arredo pop degli anni '70. Mi sono capitati sotto gli occhi mentre cercavo un tavolo nuovo  per la sala: il mio ha fatto il suo tempo ed ora è vittima dell'usura e di qualche malefico tarlo!
 
Una scorsa a qualche foto scovata in rete e un pensierino ce l'ho fatto...

domenica 4 maggio 2014

Le acque di Saturnia

La valle di Saturnia è uno dei tanti crateri di vulcani che, millenni fa, erano attivi nel nostro Paese; ora è un posto quieto, con case abitate, campi coltivati, pecore ed agnelli sui declivi e colline che chiudono lo scenario.
 
Gli Etruschi credevano che qui ci fosse l'Oltretomba per via della sorgente di acqua sulfurea che vi scaturisce alla temperatura di 37,5°. L'acqua precipita poi con suggestive cascate tra volute di vapore mentre il ruscello scorre in campagna accompagnato dai canneti lasciando su erbe e rocce incrostazioni colorate.
 

 
Noi raggiungemmo Saturnia in un bel mattino con poche nuvole venendo da Manciano e Montemerano.
Avevamo visitato numerosi piccoli centri: Rocchette di Fazio...
 sormontato dalle rovine di una rocca medioevale; Semproniano; Sovana con la sua cattedrale meravigliosa, la piazza del Pretorio e la Loggia del Capitano;
Pitigliano, costruito su un immenso basamento di tufo: variazione del tufo stesso;
infine Montemerano, antico paese su un colle coperto di ulivi, chiuso da mura medioevali, con un'antica chiesa e una torre pendente.
 
Le acque di Saturnia mi hanno stregato: il sole illuminava le canne, il vapore sembrava pulviscolo nell'aria ed io ho bagnato le mani nell'acqua per sentirne il calore che veniva dal ventre della Terra...

giovedì 1 maggio 2014

Vesti i tuoi colori

Anni fa ho acquistato un libro ("La più bella sei tu" di G.Barcelli e  M.G.Longhi - Mondadori)  che offre un valido aiuto a chi desidera valorizzare se stessa e trasformare i piccoli difetti in particolari di fascino.
 
Per farlo è necessario anzitutto individuare le forme e i colori che caratterizzano la nostra figura e poi accettarsi senza riserve e imparare a valorizzarsi.
Si comincia con il colore, la cui forza si gioca intorno al viso: indossando colori in armonia con le nostre tonalità naturali, il viso viene messo in evidenza e gli occhi si accendono.
 
Negli anni '70 Carole Jackson fondò "Color Me Beautiful": intuì che un uso appropriato del colore poteva aumentare il fascino della persona, riferendo alle quattro stagioni i diversi tipi cromatici. Più tardi il metodo venne articolato su ben 12 tipologie cromatiche.
(esempio di palette per il tipo "autunno caldo")
 
Ogni colore che indossiamo influenza i nostri colori naturali: colori con caratteristiche cromatiche simili alle nostre aumenteranno la luminosità del viso; colori con caratteristiche diverse lo renderanno più opaco e segnato.
Una volta scoperti i nostri colori migliori, non dobbiamo pensare che questi costituiscano una limitazione perché in ogni tavolozza sono rappresentati tutti i colori, ma declinati in sfumature diverse.
(esempio di palette per il tipo "primavera luminosa")
 
L'impatto del colore ha aspetti affascinanti anche per quanto riguarda la nostra salute fisica, emozionale e spirituale perché il colore di un abito estende la sua influenza anche sulla percezione che gli altri hanno di noi.
 
Per concludere, potremmo essere una donna-autunno dai colori scuri o ambrati; una donna-inverno dai toni scuri, freddi, quasi metallici; una donna-primavera dai colori delicati e dai riflessi caldi o una donna-estate dalle tonalità chiare, morbide e perlate.
 

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