lunedì 24 marzo 2014

Elogio delle api

 
Questa mattina sono dovuta andare a scuola nonostante fosse il mio giorno libero. Ci sono andata di malavoglia, scocciata, naturalmente! Era stata una scelta mia perché dovevamo accompagnare i bambini in visita ad un'azienda agricola che produce miele, olio e vino e la mia collega di scienze era contenta che fossi io ad accompagnarla.
Potevo rifiutarmi?!
 
Devo dire che non mi sono pentita del favore che le ho fatto: la visita è stata interessantissima! Il mondo delle api è un mondo affascinante e l'ape è un insetto veramente straordinario. Capisco l'apicoltore che se ne definisce "innamorato"!
 
Ho scoperto tante cose su questo piccolo animale e ne ho approfondite altre. Osservarle da vicino e pensare alle cose che sanno fare, alla dedizione che mettono nelle loro attività suscita quasi tenerezza. Se si aggiunge il fatto che da esse (pare) dipenda la nostra sopravvivenza, le rende ancora più simpatiche.
 
Lavorano incessantemente per 45 giorni circa (tanto dura la loro vita) dal momento stesso in cui escono dalla celletta dove sono nate; l'abbiamo visto in un filmato: appena esce dal nido l'apina si gira e ripulisce la celletta; poi si dedica alla pulizia dell'alveare per un certo numero di giorni; dopo passa a svolgere altri compiti e solo negli ultimi giorni della sua vita si dedica alla raccolta del polline.
 
Quanto alla regina, non pensiate che sia oziosa e che si limiti a deporre uova senza muoversi! L'ho vista nella vetrinetta preparata apposta per mostrare l'interno dell'alveare: si muoveva incessantemente, ispezionando le cellette prima di deporre in ognuna un ovetto. È simile alle altre api, ha solo l'addome più allungato.

 
L'ape mellifera più diffusa in Italia, perché docile e produttiva, è l'apis mellifera ligustica; esiste anche una varietà siciliana, più scura, ma è più aggressiva.
 
Ho acquistato naturalmente del miele...
miele di coriandolo, un miele di recente produzione, con un retrogusto leggermente speziato e piccante e un miele di asparago.

sabato 22 marzo 2014

Sempre attuale


È stata un oggetto di culto negli anni '60. È la Radio Cubo disegnata da Zanuso per Brionvega, storico marchio ormai sconosciuto ai giovani.
Entrò in molte case di tutto il mondo e nei maggiori musei d'arte moderna. Rompeva con lo stile consueto: un cubo apribile, semplici comandi, colori innovativi come il giallo, il rosso, l'arancione...
 
Io ce l'ho, bianca; mi fu regalata per il matrimonio. La tengo nello studio, sopra ad un mobiletto scuro.
 
Certo, oggi è stata rinnovata: è più moderna e versatile, ma non nel design, solo nella tecnologia: è dotata infatti di connessione Bluetooth, di un ampio display lcd, di un telecomando per richiamare le preselezioni e di altre diavolerie di cui io non conosco le funzioni.  So solo che è sempre bella con la sua linea a doppio cubo apribile in ABS, la maniglia in lega di alluminio e zinco, l'altoparlante nella sua cassa acustica e le piccole manopole di regolazione.
 
Preferisco comunque la mia: apri, accendi, ruoti le manopole e ascolti!

mercoledì 19 marzo 2014

La gazza

Oggi una bella gazza mi ha attraversato la strada volando, mentre tornavo da scuola...
(foto da en.wikipedia.org)
 
La Gazza è un uccello molto comune che vive al margine dei boschi, nelle zone aperte con alberi.
Qui da me se ne vedono parecchie negli ultimi anni; prima invece mi capitava di vederle solo in campagna, nelle zone meno abitate. C'è da dire che io vivo in periferia, ai margini della campagna, in una zona collinare.
È un uccello di medie dimensioni, lungo circa 46 cm; è facilmente riconoscibile per la sua colorazione bianca e nera a riflessi blu.

La voce è un chiacchiericcio schiamazzante.

Onnivora, si nutre di semi, insetti, piccoli uccelli...ma anche del cibo del vostro cane o gatto, se lo lasciate in giardino!
Il suo volo è fatto di veloci colpi d'ala seguiti da brevi planate. Vive in coppia e costruisce il nido in cima agli alberi, dove depone 5-7 uova di colore verdastro chiaro punteggiato.
In passato le gazze erano considerate uccelli del malaugurio: mi auguro che la fama sia immeritata perché le vedo continuamente!
La vedi lì in fondo quella
piccola gazza che indugia
beata sulla siepe di alloro?
Paff, le basta un semplice colpo
dell'ala per lasciarsi alle spalle
tutto il peso del mondo.
Sollevata da vincoli e obblighi
finalmente adesso è nuda, libera,
sola: la piccola gazza che vola.
.............................................
(da "Preghiera a un Dio eventuale" di F. Marcoaldi)

 

venerdì 14 marzo 2014

Fucsia

Il fucsia è un colore che io associo alla primavera.
 
Lo trovo fresco ed elettrizzante, adatto a dare una sferzata di energia dopo le grigie giornate invernali.
Ricorre spesso nei capolini delle fioriture di questa stagione: possono essere fucsia i tulipani; sono fucsia le corolle non ancora sbocciate di alcuni alberi, come il ciliegio ornamentale; sono fucsia le azalee che risplendono nei giardini delle ville che sorgono sulle rive dei grandi laghi prealpini...sono fucsia molte delle allegre primule che mettiamo sui nostri davanzali!
 
 
E' un colore che sta bene alle "donne-inverno", quelle cioè che hanno nei capelli, negli occhi" e nella carnagione un sottofondo "freddo".

giovedì 13 marzo 2014

Nel prato

Il mio prato si sta riempiendo di pratoline. La piccola tomba di Tigrì, il mio gatto, è rallegrata e ingentilita dalle loro corolle...
 
 
 
È venuto il tempo
che il ranuncolo limpido
rischiara
l'erba folta ed amara;
fitte e stupite
si schierano sulle prode
le margherite;
già l'usignolo s'ode.
 
(Attilio Bertolucci)
 
(foto cid228.deviantart.com)
 
Le pratoline o margheritine sono piantine molto comuni nei nostri prati. Fanno un solo fiorellino bianco sfumato di color porpora che si chiude di notte. Non vanno confuse con la comune margherita dei campi che è più grande e alta.
 

venerdì 7 marzo 2014

Alla donna...8 marzo

Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.
....................................................
 
(Camillo Sbarbaro, da "Ora che sei venuta" |Rimanenze", 1955| )
 


domenica 2 marzo 2014

French country dream

È uno stile inconfondibile e sempre attuale per chi ha una vecchia casa di campagna, magari vicino al mare.
Mi piace sognare e immaginare di possederne una... un casale imbiancato a calce, con porte e persiane dipinte in colori brillanti e i vasi di fiori sui davanzali.
Apro la porta: dal soffitto pendono mazzi di lavanda e di erbe aromatiche; calpesto pavimenti di cotto, di ceramica e semplici tavole di legno.
 
Ovunque un'atmosfera di tranquilla convivenza col passato e fantasie provenzali che diffondono un'allegra semplicità con i loro colori brillanti: il giallo sole, il blu acceso e il rosso vivo.
 


Eccomi in cucina: c'è un vasto piano di lavoro e un tavolo in legno naturale; vasi in terracotta, utensili in bella mostra, vasetti di marmellata fatta in casa, cestini sistemati in ordine a movimentare la superfici.
La camera da letto ha un sapore decisamente provenzale: un bel letto "a barca" in legno di ciliegio, un armadio per riporre la biancheria e una finestra incorniciata da vaporose tende trasparenti; qui i tessuti sono stampati a piccoli e grandi fiori di gusto naïf e i pizzi ingentiliscono alcuni punti.
 
Ovunque oggetti in ceramica, piatti in peltro, bottiglie di vetro, soprammobili in rame, giare e brocche...
 
Ma è ora di riaprire gli occhi: non sono nella campagna francese, in Provenza, ma seduta davanti al computer in città.
 
essendo un sogno, tutte le foto sono tratte da internet

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