mercoledì 22 ottobre 2014

Da un proverbio ottobrino . . .

"Vento d'ottobre grida come l'orco: fa cadere la ghianda che fa ingrassare il porco."

 
Oggi qui da noi soffia un vento decisamente autunnale, per cui ho cercato un bel proverbio adatto; ho trovato questo che mi si riallaccia alla gita che ho fatto domenica con mio marito.
 
Siamo stati nel Montefeltro, a Carpegna e nei dintorni: una bella zona, con panorami e paesaggi stupendi...visioni purtroppo rovinate dalla nebbia!
 
(ecco, appunto: all'orizzonte ci sarebbe stato un panorama stupendo!)
 
Mi sono piaciuti i boschi di faggi e le querce che punteggiano sempre il paesaggio marchigiano (ne feci anche un post tempo fa che, se volete, potete leggere qui.
Durante una breve passeggiata a piedi nel corso della gita ho raccolto diverse grosse ghiande dal cappellino spinoso che metterò nel mio centro-tavola autunnale.
Assomigliano a queste, per cui deduco che le querce in questione fossero "cerri"
 
 
 

 
La quercia è un bellissimo albero maestoso, simbolo di forza e solidità. Diffuso in tutta Italia, tutti lo conoscono e pensano di riconoscerlo; ma, attenzione, perché non tutte le querce hanno foglie lobate: alcune hanno il margine intero, quelle sempreverdi come il leccio e la sughera. Le informazioni necessarie per sapere a quale quercia ci si trova di fronte si ottengono dunque non soltanto raccogliendo qualche foglia, ma anche le ghiande che produce.
 
 
Durante il periodo delle glaciazioni le querce si sono localizzate lungo le coste del Mediterraneo, poi si sono diffuse anche al Nord non appena le condizioni ambientali lo hanno consentito.
Fino a qualche millennio fa le querce formavano estese foreste che ricoprivano l’intera Europa; successivamente tali zone sono state adibite dall’uomo al pascolo e alle coltivazioni, nonostante le ghiande fossero uno dei primi alimenti dell’uomo.
I Romani, invece, erano soliti conservare e proteggere tali foreste, soprattutto perché le consideravano un bene pubblico dal quale tutti potevano ricavare legno e ghiande. Consideravano sacri i loro boschi e custodivano in essi fonti, sepolcri e templi.

Per chiudere il cerchio ritorno al proverbio: un tempo le ghiande erano un alimento molto usato per nutrire i maiali perché sono ricche di proteine, carboidrati e grassi, minerali e vitamine; oggi vengono utilizzate dai suini che vivono allo stato brado o negli allevamenti biologici.

 
E per finire, da ammirare, uno splendido bonsai di quercia!
 
 
 

9 commenti:

  1. Belle le foto Graziella. Qui questa notte abbiamo avuto pioggia e bora, il termometro è sceso di 12 gradi. Ma in compenso c'è uno splendido sole. Ti regalo un caldo abbraccio.

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  2. Ciao Lella, la quercia è uno degli alberi che preferisco, nei nostri boschi ce ne sono tantissimi. Anche qui da noi è una splendida giornata di sole ( finalmente ) un po' ventilata....decisamente una bella giornata d'autunno!
    Un abbraccio.
    Antonella

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  3. Bei luoghi e belle immagini. Le ghiande mi ricordano gli scoiattoli a Vienna a Schoenbrunn che venivano a prenderle dalle tue mani veramente simpaticissimi. Buona serata.

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  4. Bellissime foto...i colori dell'autunno sono davvero accoglienti.
    Buona serata!
    lella

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  5. Una bella carrellata di natura autunnale ^___^ bellissime foto! Complimenti!
    A presto.. Dream Teller ^^

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  6. Il tuo post è una festa della natura e delle meravigliose piante. Credo non ci sia nulla di più bello di quanto possiamo vedere e ci viene offerto dal mondo che ci circonda.
    Un sorriso per il fine settimana.
    ^___^

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  7. Brava maestra, per la bella lezione di scienze !

    Mi piacciono le querce.

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  8. belle parole e interessanti osservazioni. Una essenza piena di storia e mitologia.
    i Druidi intrecciavano rami per farne ornamento del capo e per i primi di novembre accendevano fuochi per richiamare e ricordare gli spiriti dei cavalieri celtici erranti. Brucia alcuni rami di cerro in quei giorni e immagina folate di vento che seguiva quei cavalieri

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Grazie d'aver commentato! La tua visita m'è sempre gradita. ♥

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