venerdì 19 settembre 2014

Sapori di Valtellina

Sono appena tornata dalla Valtellina, una valle lombarda che è uno scrigno di prati, vigneti, frutteti, boschi...ma anche di cultura e di una enogastronomia caratteristica, unica e inconfondibile dovuta al suo storico isolamento.
 
Dal Medioevo all' '800 è stata però un tratto importante di una delle strade che univano l'Italia alla Germania; per questo è sempre stata una terra prospera che ha sviluppato un'eccellente agricoltura con prodotti squisiti.
 
 
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Il capolavoro gastronomico della Valtellina sono i pizzoccheri, tagliatelle di grano saraceno, tirate a sfoglia non troppo sottile, sapientemente condite con formaggio Casera o Bitto e burro d'alpeggio, con l'aggiunta delle poche verdure che un tempo i contadini avevano a disposizione in queste vallate, cioè patate e verze.
 
 
Il Bitto è il re dei formaggi valtellinesi, il più famoso e prelibato.
Nasce d'estate, dal latte profumato di fiori ed erbe degli alpeggi posti a 2000 metri e più. Si produce nella zona di Morbegno, nella valle di Albaredo e in Valgerola ed è protetto dal marchio Dop.
Ha un sapore dolce e delicato che si fa più intenso con la stagionatura.
E' ottimo col pane di segale e la frutta secca e un buon bicchiere di rosso Docg.
 
(foto italymagazine.com)
 
Il pane di segale valtellinese si presenta a forma di ciambella del diametro di una ventina di centimetri, croccante e di lunga durata.
Quando sono in zona lo acquisto sempre perché è fatto ancora senza conservanti, solo con ingredienti naturali.
 
 
Accompagna degnamente anche un altro dei prodotti-eccellenza della Valtellina e cioè la bresaola (o "brisaola", come dicono là), il salume prodotto con alcune parti della coscia del manzo, salate ed essiccate.
Aromi naturali, temperatura e umidità sono i segreti di questa antica preparazione, nutriente e povera di grassi.
Tutti conoscono l'abbinamento con parmigiano e rucola, ma è da provare anche con l'ananas e l'aceto balsamico o con il gorgonzola e noci.
 
E che dire della polenta taragna che è preparata con l'aggiunta di burro e formaggio? O degli "sciatt" (letteralmente "rospi") che sono brutte, ma buonissime frittelle ripiene di formaggio? E del "taroz", uno squisito puré di patate, fagiolini e formaggio Casera?
 
(taragna - foto donnamoderna.com)


(taroz - foto www.gourmetdaniela.com)

 
E per digerire tutto, un sorso di Bràulio, l'amaro creato nel 1875 da un farmacista di Bormio!
A proposito: da assaggiare as-so-lu-ta-men-te il sorbetto al Bràulio, una leccornia golosa e rinfrescante.
 
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Per questo post, un valido aiuto dalla rivistina che mi regala il supermercato Sì






10 commenti:

  1. Squisitezze anche belle da vedere, figurarsi quanto buone da gustare!
    Quando si formano attraverso il tempo e la competenza, anche le specialità della tavola hanno un grande valore aggiunto di storia e cultura:-)
    Marilena

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  2. Ciao Lella, complimenti un post che fa venire l'aquilina in bocca,
    auguri buon fine settimana
    Tiziano.

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  3. mi hai fatto venire tanta fame!!! sono prodotti buonissimi, ancora genuini, è questa l'Italia che amo, l'Italia che conserva la tradizione a cominciare dal cibo.

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  4. Mamma mia che post succulento!

    Buon fine settimana!

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  5. Che buon odore e sapore i prodotti alimentari genuini...

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  6. Conosco quasi tutto di quello che hai citato meno il Bràulio ed il relativo sorbetto. Ho fatto i pizzocheri qualche volta ma solo con verze senza patate. Il bitto me l'ha portato un amico ma qui a Trieste c'è un luogo che si può trovare tutti i formaggi e non solo delle varie regioni anche quelli cosidetti di nicchia però....prima devi passare in banca a fare un mutuo sono carissimi. Buona domenica.

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    1. Hai ragione, Edvige! Il Bitto è, per esempio, molto caro.

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  7. A parte il tuo bellissimo post.... volevo congratularmi per due emozionanti commenti, uno da Paola e uno da Maria. Parole che condivido e mi fanno capire che sei una bella persona. Buon fine settimana, un abbraccio.

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    1. Ale, grazie! Sono solo una persona semplice che cerca di entrare sempre in sintonia con gli altri.
      Un abbraccio anche a te e buona domenica.

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  8. Bellissimo reportage Lella!!Si capisce che la terra di Valchiavenna e Valtellina è nel tuo DNA e che ami diffondere la nostra cultura, anche enogastronomica, e le nostre tradizioni! Grazie!
    Ho ricevuto il tuo commento sul mio post del risotto ma ieri sera nel pubblicarlo dal cellulare ho toccato inavvertitamente il tasto elimina... dita troppo grosse accc...ora lo copio e lo posto lo stesso è troppo bello! Grazie ancora!

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