venerdì 4 aprile 2014

"Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi

 
L'avevo adocchiato già dal tempo della sua uscita, tre o quattro anni fa; aveva vinto il Premio Strega nel 2010. Mi attirava, ma non l'ho acquistato, rimandando.
Rimanda, rimanda, ho finito per comprarlo solo quest'anno, in edizione più economica (il che non guasta).
 
L'ho trovato un gran bel libro:
  • appassionante nella lettura delle vicende della famiglia Peruzzi che si dipanano nell'arco di cinquant'anni,
  • istruttivo per la conoscenza di fatti avvenuti in un passato abbastanza recente della storia del nostro Paese (la bonifica e la colonizzazione dell'Agro Pontino),
  • stimolante perché fa riflettere su un periodo controverso qual è stato quello della dittatura fascista,
  • accattivante nella caratterizzazione dei personaggi,
  • fluido e non banale nella scrittura che abbina all'italiano un dialetto "cispadano" parlato dai coloni.
La storia ha inizio nel 1926, l'anno della bonifica delle paludi pontine durante il ventennio fascista, ma va più indietro attraverso il racconto dei Peruzzi, mezzadri veneti che, insieme con ferraresi, emiliani e friulani (ma anche italiani provenienti da un po' tutte le regioni), sono diventati i coloni che hanno popolato l'Agro Pontino.
 
La miseria, le tragedie della Grande Guerra, la rovina economica, caratterizzano la parte iniziale della vicenda umana dei Peruzzi, prima socialisti, poi simpatizzanti fascisti.
L'ascesa di Mussolini, le lotte per il potere tra socialisti e fascisti, la bonifica, l'esodo di più di trentamila persone e il faticoso inizio nelle terre strappate alla palude, la guerra d'Abissinia, il disastro della Seconda Guerra Mondiale, la nascita della Resistenza, costituiscono il corpo del racconto che ripercorre cinquant'anni della nostra storia insieme con quella della famiglia Peruzzi.
 
 
"Le Paludi Pontine all’inizio del XX secolo erano per antonomasia la zona della malaria, la terra della morte, il paradiso degli uccelli, il luogo della poesia e della natura primitiva, il regno dei bufali a seconda degli interessi delle persone che le visitavano. In ogni caso era forse l’unico tratto costiero della penisola italiana, circa 60 km, nel quale per molti secoli la presenza umana era stata scarsa se non inesistente. Nelle Paludi Pontine vivevano poche migliaia di persone, sparse in piccoli gruppi, che praticavano l’allevamento del bestiame soprattutto ovini, bovini e suini. Durante i caldi mesi dell’estate gli abitanti della palude diminuivano in modo drastico, lasciando le loro abitazioni e ritornando ai paesi di origine. Con l’arrivo dell’autunno rientravano nuovamente in palude: un vero e proprio seminomadismo, 9-10 mesi in palude e 2-3 mesi in montagna.
La bonifica idraulica e la successiva bonifica agricola, messe in essere dal governo fascista, in appena un decennio portarono alla totale trasformazione delle Paludi Pontine, cancellando secoli di usanze, di abitudini, di utilizzo del territorio, espellendo i pochi abitanti indigeni e favorendo l’immigrazione di popolazioni provenienti per lo più dall’Italia settentrionale (Romagnoli, Emiliani, Veneti, Friulani, ecc.)."
(parte del testo di Luigi Zaccheo da http://www.borghidilatina.it/main/le-lestre.htm)

14 commenti:

  1. Ciao Lella, l'ho letto quando è uscito, anch'io l'ho trovato un libro molto bello e avvincente e anche ben scritto e mai noioso nonostante la mole.
    Un abbraccio.
    Antonella

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    1. Sono contenta che sia piaciuto anche a te!

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  2. ne hai fatto un'ottima recensione
    buona domenica Lella

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  3. Per quanto belli ecc ecc. io ormai non leggo più nulla su quei argomenti del passato ci sono passata attraverso e sinceramente sono nauseata. Ora preferisco cosa anche pesantissime oppure in contrapposizione fantasy e gialli d'azione. Deve essere bello forse un giorno..... buona domenica cara.

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    1. Sì, Edvige, è proprio un bel libro...

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  4. Mi sembra un bel libro. Mi piacerebbe leggerlo. Grazie. Ciao.

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    1. Si trova ancora in libreria, Paola, anche se è di qualche anno fa.

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  5. Uno dei libri che ho gradito di più negli ultimi anni e che consiglio a tutti.

    Bacio

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  6. Prendo nota, grazie Lella!!
    Buona serata
    Carmen

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    1. Ciao, Carmen, anche a te buona serata!

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  7. Anche io ce l'ho in mente da anni...

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