sabato 30 novembre 2013

Mostarda

Ieri sera, mentre cenavo (una cenetta frugale a base di affettati e formaggi - frugale, ma non economica, visti i prezzi!) m'è venuta un'improvvisa voglia e nostalgia della mostarda!
Da buona lombarda, ho imparato sin da piccola ad apprezzare questa composta di frutta aromatizzata alla senape, che è ideale per esaltare il gusto delle pietanze natalizie (bolliti e arrosti), ma che è ottima anche con un semplice formaggio.
 
Dicembre è la sua stagione, anche se in realtà la si trova in commercio tutto l'anno. La mia mamma la acquistava solo in inverno; io, qui nelle Marche, la trovo solo sotto le Feste.
Viene preparata tra fine estate ed inizio autunno con frutta mista o verdura (che a me piace di meno) immersa in uno sciroppo di glucosio.
Ha origine nel Medioevo, quando si amavano i cibi di gusto agrodolce; allora la si preparava però con mosto e senape.
La più famosa in Italia è quella di Cremona (dove iniziò anche la sua produzione industriale ad opera di Enea Sperlari), ma ne esistono anche versioni di altre località lombarde e venete.
 
Ricordo che quand'ero bambina la mostarda era spesso molto pungente e piccante, a volte quasi inavvicinabile da un palato infantile, soprattutto le ciliegine e i mandarini; ora è più "addomesticata", forse per venire incontro al gusto di tutti.
L'abbinamento ideale è, come ho già detto, con le carni bollite, gli arrosti, i cotechini e gli zamponi, ma a casa nostra "va" molto col provolone, il taleggio, il grana, la crescenza o la ricotta. 

mercoledì 27 novembre 2013

Storie di uva e di vino

Uno dei vini che preferisco è il Prosecco, leggero e gioioso e senza problemi. Mi piace come aperitivo, ma, se capita, lo bevo anche a tutto pasto con un menu a base di pesce o carni bianche e verdure.
Il suo gusto gentile, fresco e leggero, ne fa uno dei vini più famosi e amati della gamma italiana.
Nasce sulle colline venete, nella zona del Piave tra Conegliano e Valdobbiadene, in un paesaggio ondulato e dolce, sulle groppe verdi di colline ricamate di vigneti e di case:
 
"Le viti flessibili tessono ombre leggere"
 (diceva Virgilio).
 
 
È un delizioso compagno di feste e brindisi, di convivialità e chiacchiere; si abbina bene a tutti i distillati e succhi di frutta per cui si usa spesso nei cocktail.
Allora, cin cin, e salute a voi!
 

lunedì 25 novembre 2013

Lo spirito del Natale

Non so se sia soltanto una mia impressione, una sensazione che si è insinuata dentro senza avere riscontro nella realtà, ma mi pare che quest'anno la gente abbia più voglia di Natale...nonostante tutto. Non è nelle cose che ci circondano, non è nell'atmosfera che si respira in questi giorni di lutti e perdite, di fatiche e preoccupazioni, è un qualcosa che avverto negli atteggiamenti, nelle azioni delle persone che conosco o che mi capita di incontrare e incrociare nella vita quotidiana.
C'è chi ha già preparato l'albero, chi pensa ai regali, chi parla con nostalgia del proprio luogo natìo, chi anela a rivedere parenti e amici...ma siamo solo al 25 novembre!
 
Se non è così, se è solo una sensazione sbagliata, un inconscio desiderio da parte mia, vi prego non ditemelo! Voglio credere che quest'anno la gente desideri vivere il vero spirito del Natale!
 




venerdì 22 novembre 2013

Considerazioni . . .

Si avvicina il momento di "sgrassare" la casa in vista delle feste natalizie! Sembra manchi molto, ma in realtà i giorni passano alla velocità della luce e prima di rallegrare gli ambienti con gli addobbi natalizi è necessario che tutto sia rinfrescato e riordinato.
Confesso che la voglia, ma anche l'energia, mi mancano; riordinare, lavare, lustrare, spolverare...sono attività che mi pesano molto. Il paradosso è che quando ero più giovane avevo una persona che mi aiutava in casa una volta alla settimana, ora che le forze son diminuite, faccio tutto da sola!
Spero sopraggiunga nel frattempo l'entusiasmo di preparare la casa ad un periodo che considero il più bello dell'anno.
 
In questo momento ho anche scarso entusiasmo nei confronti della cucina, anche dei dolci, che sono la preparazione "mangereccia" a cui mi dedico più volentieri;  però durante questo fine settimana voglio fare la torta di nocciole e cioccolato della mia amica S. che ha un blog in cui condivide la sua passione per la cucina (è un'ottima cuoca).

Nel frattempo andrò a cucinare una frittata per stasera...


giovedì 21 novembre 2013

Pesce azzurro

Volete salvare l'ambiente dove vivono tonni & Co.? Non mangiate i pesci di grossa taglia!
Tonni, pesci spada e merluzzi sono tutte specie ad alto rischio di estinzione. Anche l'allevamento dei gamberoni tropicali sta distruggendo le foreste di mangrovie in Asia e America Latina.
L'alternativa più ecologica, economica e sana è il pesce azzurro: sgombri, sardine, alici e acciughe sono ricchi di Omega3 e quasi sempre provengono da attività di pesca meno dannose per l'ambiente.
 
Quindi AIUTIAMO IL MARE e i suoi abitanti consumando prodotti nazionali come il pesce azzurro!

domenica 17 novembre 2013

Il potere delle mele

Bisogna mangiare spesso le mele: contengono acido ossalico, una sostanza che svolge una buona azione sbiancante!
 
Per ravvivare il colore della nostra dentatura, possiamo usare anche le foglie di salvia fresca: dobbiamo strofinarle dalla parte ruvida (quella inferiore) su tutta la superficie dei denti.
Attenzione, invece, ai cibi che possono macchiare lo smalto: barbabietole, sughi di pomodoro molto densi, spinaci, ciliegie.
Dopo averli consumati, sciacquiamo la bocca con un bicchiere d'acqua per allontanare eventuali pigmenti.
Occhio anche alla Coca Cola, alle bibite a base di agrumi e ai reidratanti per lo sport perché rendono la superficie dello smalto più poroso e, se ci laviamo i denti dopo averle sorseggiate, rischiamo di graffiarli e di alterarne l'opalescenza. Per questo effettuiamo l'igiene orale almeno a mezz'ora di distanza.

giovedì 14 novembre 2013

Lo yeti di casa nostra

Ne parlavano mio padre e i miei nonni, di questa leggenda valtellinese, quella dell' "uomo selvatico": un essere scontroso e animalesco, vestito di pelle o di foglie, che si nasconde agli uomini nel fitto dei boschi.
Vagherebbe per i nostri monti, questa creatura repellente, custode di preziose conoscenze. E' raffigurato in una casa contadina di Sacco, piccolo borgo della Val Geròla, una laterale della Valtellina, facilmente raggiungibile per chi provenga da Milano e si diriga a Bormio o all'Aprica, o per noi che venivamo dalla vicina Valchiavenna.
La stanza affrescata, detta "camera picta", si trova in un rustico risalente al Medioevo, composto da tre locali sovrapposti: la stalla, l'abitazione e la soffitta-granaio. Fino a pochi anni fa la camera era adibita a fienile e la si poteva ammirare soltanto in alcune stagioni, quando la scorta di fieno si era ridotta al minimo.
 
Ora i gentili proprietari la aprono al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì: saliti pochi gradini di pietra e raggiunto il ballatoio di legno,



ci apparve sulla cornice d'intonaco che definisce l'arco della porta un affresco che raffigurava una "Trinità", una testa a tre volti, e un augurio in caratteri gotici.
Entrati nella "camera picta" la nostra attenzione venne attratta anzitutto da una "Pietà" sovrastata da una scritta in latino che riportava anche la data del 1464.
Il personaggio più enigmatico, dipinto a lato dell'ingresso, era però lui, l' "Homo Salvadego", armato di clava, dalla cui bocca usciva a mo' di fumetto la frase: "Ego sonto un homo Salvadego per natura chi me ofende ge fo pagura" (Io sono un uomo selvatico di natura, a chi mi offende faccio paura).
 
Il resto delle pareti era coperto da motivi floreali e da massime in volgare e in latino che mi fecero capire che la società rurale di allora in quei luoghi era tutt'altro che decadente: i passi alpini portavano infatti in quelle contrade, insieme con le merci, modelli culturali, artistici ed architettonici assai raffinati.
 

domenica 10 novembre 2013

Coloriamo l'autunno

Anche in questa stagione è possibile avere splendidi angoli fioriti in casa: basta scegliere dei bulbi un po' speciali.
Adesso nei vivai si trovano dei bulbi venduti in piccoli vasetti di plastica, con la gemma già ingrossata (come fosse primavera) e quindi pronti a fiorire. Sono una promessa certa di fioritura, facilissimi da maneggiare per un trapianto veloce, magari anche in una tazza da tè.
Cresceranno da soli e sorprenderanno per la durata: almeno tre settimane.
  • Al momento dell'acquisto valutare almeno tre bulbetti per tazza: più i fiori sono fitti e migliore sarà il risultato.
  • Scegliere varietà piccole, ma dai colori vivaci.
  • Togliere il vasetto di plastica e districare la matassa di radici recuperando un po' di terriccio per il rinvaso.
  • Mettere un po' di terra sul fondo della tazza, posizionare i bulbi e riempire gli spazi con altro terriccio.
Si può anche giocare in grande e provare con una ciotola in modo da creare una mini aiuola da salotto! Magari utilizzando un vecchio catino smaltato...
(foto da blomkjeenwenje.blogspot.com)
Per dare un tocco naturale e raffinato, a fine lavoro coprire con muschio fresco.
 
I bulbi vanno bagnati ogni due giorni con uno spruzzino e non con l'innaffiatoio perché tazze, ciotole o catini non hanno fori.

giovedì 7 novembre 2013

Bentornata zucca gialla!

(foto fineartamerica.com)
 
L'autunno riporta sulle nostre tavole un ortaggio nutriente, gustoso e ipocalorico: la zucca gialla.
Ricchissima di sali minerali, fibre e vitamina A (essenziale per la pelle), la zucca è un ottimo ingrediente per risotti, contorni e antipasti.
Come questo "purè nelle zucchette":
 
si prendono 4 zucchette decorative e 350 g. di zucca, scalogno, burro, grana e nocciole tritate.
Cuocere la zucca a vapore, poi passarla fino a formare un purè e unirla allo scalogno precedentemente rosolato.
Aprire e svuotare le zucchette. Versare all'interno il purè con le nocciole, il grana e una noce di burro.
Passare al grill 5 minuti e servire.
 

mercoledì 6 novembre 2013

Una breve vacanza tra i monti

Il ponte di Ognissanti mi ha permesso di allontanarmi un po' dalle temperature troppo alte e dall'umidità della mia città nello strano autunno di quest'anno.
Ho deciso di raggiungere il paesello tra i monti che ospita la mia casetta avita; buona scelta: anche se il tempo non è stato particolarmente bello, s'è potuto vagabondare tra boschi, monti e lago.
 
Approfittando della giornata discreta, abbiamo varcato il confine (che si trova a pochissimi chilometri) per raggiungere l' Engadina.
L' Engadina è una vallata svizzera del cantone dei Grigioni, che si raggiunge dal passo del Maloja attraverso un paesaggio caratterizzato da fitti boschi di conifere e da cime elevate coperte quasi tutto l'anno dalla neve.
 
 
L'alta Engadina, che è quella che frequentiamo di solito noi, è una vasta zona pianeggiante dove si adagiano ben quattro stupendi laghi: il primo che si incontra è quello di Sils (dal nome del paese che si specchia nelle sue acque).
 
Più avanti si raggiunge Sankt Moritz: non ci siamo fermati, perché la conosciamo bene; abbiamo invece visitato una bella chiesetta medioevale nei pressi di Celerina, che è subito dopo.
 
Le case engadinesi sono caratterizzate da un particolare tipo di "sgraffito": una tecnica decorativa che si ottiene graffiando l'intonaco.
 
 
E così, passeggiando tra le case tipiche del villaggetto di Bever, il primo giorno s'è concluso ... davanti ad un gustoso piatto di gnocchetti di farina di castagne conditi con formaggio, burro e salvia!

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