mercoledì 30 ottobre 2013

Succhi & farmaci

(foto foodlve.com)

S.O.S.  SALUTE!
Se si deve assumere un farmaco, allora bisogna evitare di bere succhi di frutta al pompelmo, all'arancia e alla mela.
Alcune sostanze contenute in questi frutti, infatti, hanno la capacità di bloccare gli enzimi deputati all'assorbimento dei farmaci impedendo, quindi, che facciano effetto.
Attenzione soprattutto se si assumono medicine per il cuore, antistaminici, antibiotici o ansiolitici.
In questi casi, meglio optare per l'acqua minerale.

lunedì 28 ottobre 2013

Patate

Buon Lunedì a tutti! Anche oggi rimango in tema culinario (ieri avevo condiviso la ricetta della mia Torta sabbiosa alle gocce di cioccolato) e faccio un excursus nel mondo dei vegetali autunnali.
I frutti dell'autunno sono protagonisti eccellenti di rustiche e succulente ricette adatte ad affrontare in allegria i primi freddi.
Per esempio, i cachi, coi quali preparare un'originale zuppa inglese; o i funghi, coi quali farcire o condire degli gnocchi di patate.
 
Le patate più adatte per fare gli gnocchi sono quelle "vecchie" oppure quelle a pasta bianca e farinosa.
Eh sì, perché di patate ce ne sono tante varietà, diverse per forma, colore e consistenza: sono infatti più o meno rotonde, ovali o allungate; a pasta bianca, gialla o farinosa; a buccia chiara, bruna, rossa...
Ma le più strane di tutte sono quelle...blu!
(foto google.com.au)
 
Hanno la polpa violetta e sono coltivate in Canada; le patate, infatti, sono originarie dell'America e sono "parenti" dei pomodori, delle melanzane, dei peperoni e delle petunie.
 
Le patate sono ricche di amido, un nutriente molto importante per la nostra alimentazione: esse, in epoche abbastanza recenti, salvarono dalla fame milioni di persone.
(foto donnahay.com.au)

venerdì 25 ottobre 2013

Filetto di maiale alle mele

(foto swedishfood.com)
 
Ricettina di stagione, che rende il filetto di maiale un po' meno asciutto...
 
  • 800 g. di filetto di maiale
  • 4 mele
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 80 g. di miele
  • succo di limone
  • sale e pepe in grani
  • 60 g. circa di burro
Io lo preparo così:

Preparo una marinata con il vino, il miele, il succo di limone, il pepe e il sale, e ci immergo il filetto; copro con la pellicola e lascio in frigo almeno un'ora.
 
Tolgo dalla marinata e faccio rosolare il maiale uniformemente in 30 g. di burro circa. Poi lo metto in forno a 180° per una ventina di minuti, spennellandolo ogni tanto con la marinata.
 
Intanto lavo, pelo e taglio in 8 spicchi le mele; le passo nel burro rimasto, salo, pepo e cuocio per 10 minuti. Aggiungo le mele al maiale quando è a metà cottura.

martedì 22 ottobre 2013

Autunno

(foto 500px.com)
 
Le foglie ingiallite rappresentano l’autunno con tutta l’incertezza e la malinconia delle creature che ci abbandonano per sempre.
 
(Romano Battaglia)

lunedì 21 ottobre 2013

Rammarico e rassegnazione

Ho ricevuto in prestito da una collega il libro della professoressa Mastrocola, uscito nel 2011, "Togliamo il disturbo", in cui "racconta gli ultimi decenni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, facendone un'analisi anche "fastidiosa" per certi versi, rileggendo soprattutto le trasformazioni culturali di questi anni, le scelte di indirizzo, i tanti errori - spesso mascherati sotto un apparente abito di innovazione - e i pochi successi." (da ibs.it)
 
Leggendolo la sera prima di dormire, confesso che mi provoca un senso di rammarico e rassegnazione che mi genera insonnia, per cui devo chiuderlo e passare a qualche pagina di narrativa che mi rilassa.
Ma come è possibile che si sia arrivati ad una scuola che si è adeguata alla svogliatezza degli studenti? La colpa non è, credetemi, solo degli insegnanti, che devono subire le imposizioni dei superiori, delle istituzioni, dei ministri dell'istruzione, dei genitori... ma della mentalità diffusa che TUTTI debbano frequentare una scuola superiore basata esclusivamente sullo studio astratto, senza assecondare le attitudini dei ragazzi.
Ma lasciamo stare: qui il discorso si farebbe troppo lungo e i pareri sarebbero sicuramente discordi.
 

Un altro libro che giace in libreria da anni e che non ho il coraggio di leggere per gli stessi motivi di cui sopra, è "La fabbrica degli ignoranti" di Floris, il catalogo dello "stupidario" e degli orrori scolastici.  
Un' inchiesta sul sistema-istruzione, da meditare.
 

Qualcuno di voi li ha letti? Che ne pensate?

domenica 20 ottobre 2013

Pensierino d'ottobre

Se fossi in pensione, probabilmente a quest'ora sarei in montagna a godermi l'autunno.
 
(pensierino di Graziella in una domenica d'ottobre...)
(foto di Nelleke Pieters, giovane fotografa olandese)

domenica 13 ottobre 2013

Un grande classico

(foto duespaghetti.com )
È il "pollo alla cacciatora", che si chiama così perché - pare - sia stato inventato in un'osteria di campagna per un gruppo di cacciatori.
È  un  secondo saporito e appetitoso che trova il suo completamento, trasformandosi in piatto unico, in una polenta morbida e fumante che raccoglie il sugo in modo invitante, o in purè di patate morbido e condito con una manciata di grana.
Io ho imparato a preparare il pollo alla cacciatora dalla mia mamma che vi aggiungeva amche i porcini che aveva raccolto papà nei boschi della Valchiavenna e che in casa nostra venivano fatti seccare e conservati per l'uso in cucina di un anno intero; essi davano un gusto particolare al piatto senza snaturarlo.
Di solito lo cucino in autunno e in inverno quando preparo la polenta, con dei pezzi di pollo misti (cosce, ali, sottocosce), delle verdure fresche e un vino di buona qualità o rosso o bianco.
Sto attenta a rosolare bene a fiamma viva il pollo e a soffriggere verdure e pancetta in modo lento e delicato.
Le verdure che utilizzo sono cipolla, carota e sedano tritati fini e un ciuffetto di basilico per profumare il piatto a fine cottura.
 
Quando lo porto in tavola è un piatto che riscuote sempre un grande successo.

mercoledì 9 ottobre 2013

Medioevo in Abruzzo

La visita a Sulmona è d'obbligo quando ci si trova in Abruzzo; noi dalle Marche ci siamo andati nell'ottobre del 2006.
Ma da Sulmona, percorrendo una decina di chilometri, si può arrivare al borgo di Pacentro, che sorge tutto raggrumato attorno al suo castello, arroccato sulle pendici del monte Morrone, in uno scenario rimasto intatto da secoli.
 
Il castello di Pacentro è tra i più belli d'Abruzzo, con ancora tre torri audaci, ma purtroppo i locali interni, la cappella, le scuderie e i magazzini, tutto è crollato.
 
Ma Pacentro non è solo il suo castello, Pacentro è un borgo tutto da scoprire. A me sembrò di trovarmi dentro ad un affresco del Medioevo!
Case in miniatura, caratteristici vicoli a scale, case attaccate l'una all'altra, passaggi strettissimi; ogni passaggio era collegato con gli altri da piccoli porticati e ripide scalette, fino a formare una sorta di unico labirinto.
 
 
Sopra i vicoli e le scalinate correvano altri passaggi: piccoli ponti coperti che univano casa a casa. Mi sembrò quasi una casbah!
Molte di queste case oggi sono disabitate: migliaia di pacentrani sono emigrati negli Stati Uniti o in Canada (lo sappiamo, no? che la famiglia di Madonna è originaria di Pacentro?); ma ora si punta al recupero, m'è parso, ed è un bene perché questo patrimonio di bellezza e cultura va riciclato per creare abitazioni, occasioni di lavoro e di vacanza: un capitale da mettere a frutto.
 
Lasciammo Pacentro adagiato sullo sfondo della Maiella e delle aspre pendici del monte Morrone.
(tutte le foto sono mie, tranne quest'ultima che ho reperito nel web)

lunedì 7 ottobre 2013

...e piove, piove, piove!

...e non ha nessuna intenzione di smettere!
Una lieve schiarita pochi minuti fa aveva fatto sperare in una tregua, ma la pioggia è ricominciata, a tratti monotona, a tratti violenta. Le nuvole sono così basse che sembrano nebbia appoggiata sulle colline; si spingono verso la piana sottostante, attorcigliandosi alla vegetazione.
Quest'acqua ha più l'aria di un acquazzone estivo che di una pioggia autunnale! quasi che l'estate voglia riappropriarsi del terreno perduto! La temperatura è infatti malamente alta e fastidiosa, unita com'è a questa umidità.
(foto dal web)
 
Dall'intensa nuvolaglia
 
Dall' intensa nuvolaglia
giù - brunita la corazza,
con guizzi di lucido giallo,
con suono che scoppia e si scaglia -
piomba il turbine e scorrazza
sul vento proteso a cavallo
campi e ville, e dà battaglia;
ma quand' urta una città
si scàrdina in ogni maglia,
s' inombra come un' occhiaia,
e guizzi e suono e vento
tramuta in ansietà
d' affollate faccende in tormento;
e senza combattere ammazza.
 
(Clemente Rebora)
 
 
 
 
La pioggia mi piace, l'ho detto nel post precedente...ma, come dice il poeta, che fastidio dà in città per i ritardi e gli intralci che provoca! Meno male che per lavoro mi dirigo verso la campagna!
 

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