domenica 29 settembre 2013

Pioggia d'autunno e libri

Oggi è caduta e cade la prima pioggia di quest'autunno.
 
Amo la pioggia autunnale, ma amo la pioggia sempre: sin da bambina mi piace addormentarmi al suono della pioggia che cade, mi piace ascoltarla  e mi piace vedere che lava tutte le cose.
Non mi mette malinconia una giornata piovosa, anzi...mi induce al relax, mi spinge a dedicarmi ai miei passatempi preferiti, mi fa godere della gioia di stare in casa.
 
Oggi ho terminato così, placidamente accomodata sul divano, la lettura di "Jane Eyre".
“Jane Eyre” è veramente un capolavoro, da leggere ed amare.
Un classico che diventa un romanzo moderno, grazie al personaggio della protagonista che è un’eroina libera, sicura ed anticonformista per l’epoca.
Avventura e sentimento si mescolano in una trama senza intoppi, che intreccia storie di vite complicate alla delicatezza di un amore romantico, dipingendoli sullo sfondo di un paesaggio brumoso, quasi gotico: la campagna inglese, pittoresca con i suoi boschi, le sue colline, le vecchie residenze cadenti e un po’ fosche.
 
E qual è l'atmosfera migliore per assaporare un tale romanzo se non una giornata di pioggia? Aiuta ad immaginare l'ambiente della brughiera inglese, con i suoi muschi stillanti umidità e i suoi alberi contorti; c'è proprio un passaggio nel romanzo, quello che narra della fuga di Jane da Thornfield, che descrive magnificamente questo paesaggio.
 
 
Ma la mia domenica di pioggia non è stata solo letteraria, perché mi ha vista impegnata in cucina nella preparazione di una semplice, ma ottima torta soffice al rum e cioccolato, preparata con un impasto classico profumato di rum e arricchito di pezzetti di cioccolato fondente. Ne posterò la ricetta sull'altro mio blog, quello dei dolci e, se ne rimarrà domani, anche la foto!

venerdì 27 settembre 2013

. . . e loro vanno a Bomarzo!

Questa mattina mio figlio è partito per Bomarzo con la ragazza, per trascorrervi un fine settimana alla scoperta di questa interessante cittadina laziale che, insieme con il territorio circostante (Viterbo, il lago di Bolsena...), offre interessanti spunti di visita.
Io e mio marito visitammo questa zona nel marzo del 2007 e di quella gita conservo alcune foto, non di eccelsa qualità, ma di utilità per ricordare quei giorni.
 
Bomarzo si trova alle pendici dei monti Cimini, affacciato sulla vallata del Tevere e dominato dal castello degli Orsini.

L'attrattiva principale di questa località è data però dal "Parco dei Mostri", un bosco costellato di figure mitologiche, grottesche e mostruose voluto da un principe Orsini nel lontano '500.
Suscitò la meraviglia e l'ammirazione dei contemporanei, poi cadde nell'oblio per qualche secolo. Oggi lo si può visitare dall'alba al tramonto, aggirandosi sui suoi prati, passeggiando tra gli alberi, accostandosi alle gigantesche figure scolpite nel travertino, entrando nelle fantasiose costruzioni, come la casa pendente
 
 
o la facciona dell'orco!
 
 
I mostri sono bonari ed anche un po' "audaci", come la sirena...
 
ed anche simpatici, tutto sommato, come il drago vagamente "cartoonesco".
 
Chiudo con le parole del principe Vicino Orsini:
 
« Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi. »

lunedì 23 settembre 2013

La foresta pietrificata

(una bella foto di R. Tomei reperita nel web )
 
Ormai tanti anni fa a Dunarobba, una frazione di Avigliano Umbro, in provincia di Terni, è venuta alla luce una foresta fossile nascosta tra i dolci pendii della campagna che qui in primavera ed estate è colorata e profumata.
 
Gli alberi pietrificati di Dunarobba donano all'ambiente un aspetto lunare, fantascientifico: il terreno è nudo, argilloso, senza vita.
I tronchi delle gigantesche sequoie, vecchie di un milione e mezzo di anni, sono alti dai 7 ai 10 metri e inclinati tutti nella stessa direzione.
 
Io li ho visti, aggirandomi nella foresta con lo stesso spirito con cui avrei visitato un'antica città distrutta dal tempo.
La foresta fu probabilmente vittima di un cataclisma e rimase sepolta sotto l'argilla.
Fu scoperta per caso in seguito ai lavori di estrazione delle argille per la vicina fornace; gli studiosi ne intesero subito l'eccezionalità, data dall'estensione della foresta e dalla posizione dei tronchi (che sono ancora in piedi).
Una realtà praticamente unica!
 
Se vi capita andate a visitarla! Io ci sono stata tanti anni fa (purtroppo non ho le mie foto da pubblicare perché non sono riuscita a rintracciarle nel nostro archivio fotografico) e conservo ancora il ricordo di un sito assai suggestivo.

sabato 21 settembre 2013

Un gusto tutto romantico


Amo i colori tenui, le rose in fiore, i tessuti pieni di grazia, le atmosfere a lume di candela, la luce del sole filtrata dalle tende di mussola: sono una romantica dichiarata!
 
La mia camera da letto in montagna, che è ancora quella della mia mamma, cerca di avvicinarsi a questo stile, per ovvi motivi: i vecchi mobili richiedono combinazioni morbide, senza forti contrasti. I colori che ho usato vanno dall'écru al bianco crema, con tocchi verdi, azzurri e gialli.
Le finestre le ho ornate con tende lunghe, leggere: una è verde pallido, l'altra a grandi rose azzurre su fondo avorio; entrambe formano ampi drappeggi per mostrare le tendine a filet lavorate da mia sorella.
Il pavimento è in legno, addobbato da un tappeto rustico, un "pezzotto" della Valtellina sui toni del verde.
L'illuminazione artificiale riveste grande importanza in questo stile: una lampada centrale a sospensione è schermata da una leggera mussola a volants e nastrini in raso; le abat-jours le ho scelte con un diffusore opalescente.
Sul letto d'obbligo i cuscini bianchi, ricamati a filet e ornati da volants: uno è rivestito da un vecchio porte-enfant ricamato dalla mia bisnonna.
La grossa poltrona in rattan della nonna "ha voluto" alcuni cuscini
dai motivi floreali gialli e  blu.
 
Per ultimi gli accessori: una brocca da toilette straripante delle nostre ortensie disidratate, i piattini e i porta-forcine della nonna, i centrini all'uncinetto della mia mamma, le fotografie ingiallite dei miei vecchi, i disegni del mio papà...insomma, tutto quanto ha per me valore sentimentale.

domenica 15 settembre 2013

Ad agosto ho letto...

M'ero portata in montagna ben quattro libri da leggere e li ho finiti tutti, anzi là ne ho comprati altri sei da portarmi a casa!
 
Ho iniziato leggendo la raccolta di racconti di Karen Blixen "Carnevale", che acquistai tanti anni fa dal Club degli Editori in un cofanetto insieme con altri tre libri della stessa autrice.
(Karen Blixen, per chi non se lo ricordasse, è l'autrice de "La mia Africa".)
Se non l'avete mai letta, vi sconsiglio di iniziare con questi racconti: alcuni non sono all'altezza della sua grandezza, sono un po' pesanti e solo alcuni risultano avvincenti. A me mancava, però, solo questo libro per terminare il cofanetto e devo dire che non m'è dispiaciuto.
 
Sono passata poi ad un autore più moderno, lo statunitense Paul Auster, uno scrittore di culto, del quale ho letto "Follie di Brooklyn": un gran bel libro, che scorre veloce, una storia di vita vissuta ricca di personaggi interessanti.
 
Per restare nell'ambito degli scrittori che sono ormai un caposaldo, ho deciso finalmente di leggere "Io, robot" di Isaac Asimov.
Non m 'ha deluso: i racconti di questa raccolta sono un capolavoro della fantascienza di tutti i tempi e con essi Asimov ideò le famose "leggi della robotica", che da allora in poi sono alla base di tutta la letteratura del genere.
 
L'ultimo dei quattro libri che ho letto è stato "Il terzo segreto" di Steve Berry, un thriller sul genere di "Il codice Da Vinci": scorrevole, abbastanza avvincente, ma niente più che un buon romanzo "da ombrellone".
 

venerdì 13 settembre 2013

Un gioiello mitico

Interessante!
Non sapevo che fosse nato così!
 
Il bracciale tennis è un classico intramontabile ed elegante: il suo prezzo varia da diverse decine di migliaia di euro, se è di diamanti, a qualche decina di euro, se è di zirconi.
 

giovedì 12 settembre 2013

Accessori e colori

Volete sapere quali sono i colori che andranno di moda quest'autunno e quest'inverno?

Anzitutto il verde smeraldo, bellissimo per le borse, è un colore luminoso, che accende quelli scuri invernali.
E dona proprio a tutte...
...anche se il proverbio dice: " Chi di verde si veste, di sua beltà si fida."!
 
Un altro verde, molto particolare, sarà il verde tiglio, un colore molto raffinato, non trovate?
Ma non è da scartare neanche il verde muschio, una bella tonalità decisamente autunnale.
 
Qualcosa in grigio bisognerà averlo...ma penso che tutte noi abbiamo già in guardaroba golfini, gonne e pantaloni di questo elegante colore; vi propongo allora un bell'orologio...
 
Non c'è stato inverno ultimamente senza viola e quindi c'è anche quest'anno: il viola è un colore molto femminile!
 
Ma non è mica finita qui! Ci sono il marrone-caffè, un classicissimo d'autunno (anche se gli Inglesi dicono "No brown in town", io lo indosserò lo stesso perché mi piace tantissimo!)...
 
e l' arancione, quello che ricorda le foglie in autunno: ottimo per rischiarare il marrone o il grigio scuro.


Con somma gioia vi annuncio il ritorno del rosso! Un bel rosso scuro, perfetto col grigio.
 
E, se amate i colori come me, usate anche questo rosa intensissimo

 
Insomma, c'è da sbizzarrirsi!
Spero di non avervi annoiate/i, e se volete saperne di più, sappiate che io ho preso spunto in rete dal sito di stylosophy.

mercoledì 11 settembre 2013

domenica 8 settembre 2013

Il giardino dei Finzi-Contini

Ho terminato di leggere qualche sera fa questo bellissimo romanzo scritto nei primi anni '60 da Giorgio Bassani, lo scrittore ferrarese che ha lasciato un segno in vari campi artistici e letterari del nostro paese.
Conoscevo naturalmente il libro per fama (e chi non l'ha mai sentito nominare?), ma non l'avevo mai letto, per cui, in un periodo di grande (mio) anelito verso la lettura di pregio, ho deciso di acquistarlo e non ne sono rimasta delusa.
 
La storia si sviluppa nel ricordo romantico e malinconico di un amore giovanile perduto.
Siamo a Ferrara, negli anni precedenti e contemporanei alla II Guerra Mondiale. Qui un gruppo di ragazzi ebrei borghesi si incontra nel bellissimo giardino di due fratelli appartenenti all'alta borghesia ebrea della città: i ricchi e snob Micol e Alberto Finzi-Contini. Il giardino rappresenta un mondo isolato e fantastico dove sfuggire all'orrore delle leggi razziali e dove sboccia l'amore del narratore per la bella e vivace Micol.

Se non l'avete ancora letto, non aggiungo altro, ma vi invito a farlo perché il romanzo è molto toccante e delicato, bellissimo!
Pur essendo molto dettagliato nelle descrizioni dei sentimenti e nelle riflessioni, non m'ha mai annoiato perché è riuscito a coinvolgermi nella dolce malinconia della storia.
Ho trovato inoltre perfetta la connotazione dei personaggi.
Solo all'inizio l'ho dovuto assimilare con calma, a causa dei periodi lunghi che costringono ad una lettura lenta ed attentissima per cogliere tutto il significato delle frasi.

Ma procedendo la lettura si alleggerisce e si viene coinvolti emotivamente nei fatti.
Ve lo consiglio!

venerdì 6 settembre 2013

Assolutamente bianco

Svuotando le valigie e riordinando i cassetti e l'armadio per rimettere a posto abiti e magliette che m'ero portata in montagna, mi sono resa conto che non ho nulla di bianco! Mai avuta una maglietta, un pantalone, una gonna...di questo colore, se non negli anni della lontana (sigh!) giovinezza.
Eppure il bianco mi piace! Mi piace perché richiama alla mente immagini di purezza e pulizia, ricorda la neve appena caduta
i gigli e le margherite
 
le lenzuola fresche di bucato
e gli abiti da sposa.
 
Di questo colore "non colore" se ne è fatto un grande uso nella moda degli anni '60, quando le sue infinite sfumature, combinate col nero, risultavano sofisticate e moderne.
Sfumature che vanno dal ghiaccio al panna fino ad arrivare a toni molto chiari tendenti all'albicocca, al lavanda, al rosa e al tortora.
 
Stranamente non è semplice accostare bene questo colore, soprattutto se lo si usa nell'arredamento, dove può diventare piatto e banale. Va quindi messo in risalto da oggetto o accessori originali, in acciaio, cristallo, legno chiaro o scuro, materiali naturali come il sughero e la pelle.
Nell'abbigliamento bellissimo l'accostamento del bianco ad accessori dalle tinte vivaci: si ottiene un effetto Piet Mondrian che combinava i colori primari con il bianco nelle sue famose composizioni geometriche.
 
Insomma, dovrò ovviare a questa mancanza nel mio abbigliamento: magari un bel golfino bianco avorio per quest'inverno, che dite?

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