martedì 9 luglio 2013

Invito alla lettura

Ho terminato ieri di leggere un libro che da qualche mese giaceva dimenticato nei meandri della mia libreria; dimenticato a bella posta per timore che potesse annoiarmi!
Invece la lettura di questo romanzo mi è molto piaciuta quando ho capito la metafora usata dall'autore per descrivere la violenza e l'ingiustizia delle quali il mondo è pieno da che esiste la Storia.
Sto parlando di "La peste" di Albert Camus...
il grande scrittore francese autore di un'altrettanto famosa opera: "Lo straniero".
La storia si svolge nell'Algeria Francese (dove Camus era nato), ad Orano, negli anni '40.
La città si trova all'improvviso sotto il giogo di un'epidemia di peste, che rappresenta la metafora di tutti i mali del mondo, soprattutto la guerra che in quegli anni (il romanzo è del 1947) aveva insanguinato il mondo.
Il libro non è d'evasione, non è insomma un libro da portarsi in spiaggia sotto l'ombrellone, ma è un libro "da meditazione" (come certi vini!): va assaporata ogni frase ed ogni riflessione dell'autore per capire il senso del suo messaggio, che è molto chiaro nel discorso che Tarrou (uno dei personaggi principali) fa al dottore protagonista verso la fine del romanzo. E' lì che io ho capito che cosa voleva trasmetterci Camus con questo racconto.
Vi è anche una profonda riflessione sul valore della vita, sulla morte e sui diversi comportamenti umani di fronte al pericolo e alla minaccia dell'annientamento collettivo: l'egoismo o la solidarietà.
Il messaggio finale di Camus è che il male va contrastato perché è sempre latente e pronto ad impadronirsi dell'uomo.
 
Sottolineo in ultimo la delicatezza e la nitidezza di certe descrizioni d'ambiente che, secondo me, non devono mai mancare nei romanzi. Ne trascrivo due che mi sono particolarmente piaciute:
 
"...lo sguardo si tuffava in un orizzonte dove il cielo e il mare si confondevano in un palpito indistinto...Nel cielo lavato e levigato dal vento brillavano terse stelle, e il bagliore lontano del faro vi univa, di minuto in minuto, una cenere passeggera. La brezza recava odori di spezie e di pietra. Il silenzio era assoluto."
 
 
"Il mare ansava dolcemente ai piedi dei grandi blocchi del molo...spesso come un velluto, flessibile e liscio come una belva...Le acque si gonfiavano e calavano lentamente. La calma respirazione del mare faceva nascere e sparire dei riflessi oleosi alla superficie delle acque."

10 commenti:

  1. Ciao Lella!...è un po che non passavo da te e ti chiedo scusa!
    Bel libro che consigli...l'argomento mi piace molto e lo stralcio che hai pubblicato è ...poetico!
    Dici che assaporarlo (come si sorseggia un buon vino), sotto l'ombrellone non ci si riesce?!
    ...beh ci proverò!

    Ciao e grazie del consiglio!

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  2. Li ho letti entrambi l'anno scorso dopo averli acquistati all'Autogrill in offerta. Non conoscevo questo autore del quale avevo sentito parlare e mi è piaciuto moltissimo. Ciao.
    Paola

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  3. Ciao Lella, della "Peste" avevo letto alcuni brani in francese a scuola, ma non l'opera intera...grazie del suggerimento, che colgo al volo: devo appunto andare in bibloiteca a far rifornimento!
    Buona giornata!!
    Carmen

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  4. Grazie delle info sempre esaurienti buona giornata

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  5. Ciao Lella...li ho letti tutti e due più di una volta e ogni volta che li rileggo li trovo splendidi.
    Camus è uno dei miei autori preferiti ho letto parecchi suoi romanzi se ti va di leggerlo ti consiglio anche "La caduta ".

    Bellissime le citazioni che hai scelto.
    Un abbraccio.
    Antonella

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  6. Bellisima fotos amica...and Stockholm is a beautiful town.....hugs!

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  7. Splendide queste descrizioni di mare.
    La copio e incollo...subito !

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  8. A volte libri "dimenticati" si fanno scegliere al momento giusto. Metafora di questi momenti tragici ed ostili all'Umanità.

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  9. A volte libri "dimenticati" si fanno scegliere al momento giusto. Metafora di questi momenti tragici ed ostili all'Umanità.

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