sabato 1 giugno 2013

Una poesia malinconica

Io crebbi in un silenzio arabescato,
in un'ariosa stanza del nuovo secolo.
Non mi era cara la voce dell'uomo,
ma comprendevo quella del vento.
Amavo la lappola e l'ortica,
e più d'ogni altro un salice d'argento.
Riconoscente, lui visse con me
la vita intera, alitando di sogni
con i rami piangenti la mia insonnia.
Strana cosa, ora gli sopravvivo.
Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
parlano di qualcosa gli altri salici
sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
Io taccio...come se fosse morto un fratello.
 
(Anna Achmatova)
 
 
Bellissima poesia, piena di malinconici ricordi...

6 commenti:

  1. Malinconica ma dolcissima... Non è molto che ho scoperto questa poetessa, mi piace molto.
    Abbraccio, e un sorriso!

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  2. Una poesia molto bella anche se malinconica,buona serata Lella,un bacio.

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  3. Un po malinconica ma dolce e delicata,
    ciao Lella buona serata
    Tiziano.

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  4. Ciao Lella!
    Poesia malinconica ma ricca di sentimento ..e i ricordi raffiorano
    Ti abbraccio cara amica.buon inizio settimana
    Bacio :)) ^_ ^

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  5. Dolcissima e poi la vita che passa da una dolce malinconia.
    Buon mercoledì

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