sabato 4 maggio 2013

Agave

Devo decidermi a rinvasare la mia agave, che ha ormai spaccato del tutto il vaso che la contiene, e a staccare i numerosi getti dalla pianta madre per ripiantarli.
La mia è la classica agave americana marginata,
la più diffusa da noi, insieme con quella dalle foglie grigie che forma un cespuglio disordinato.
Me la regalò anni fa mia cognata che, per la verità, se ne voleva liberare perché troppo ingombrante.
La sistemammo in giardino in un grosso vaso e per anni ha prosperato superando le estati più secche, senza cure particolari.
 
E' una pianta di carattere, bella come una scultura
che anche qui da me nelle Marche è diffusa nei parchi e nei giardini delle zone litoranee.
Ma ne ho viste dappertutto: dal sud Italia, dove crescono a formare siepi impenetrabili e resistono impavide ai raggi del sole tollerando lunghi periodi di siccità e perfino la salsedine del mare, al nord, in alcuni angoli protetti dei grandi laghi prealpini.
 
Sono diventate una delle componenti più spettacolari del paesaggio mediterraneo, diffondendosi spontaneamente dai parchi e dai giardini dove, verso la metà del '700, avevano trovato posto portate dagli orti botanici.
Qui erano arrivate nel XVI secolo portate dagli Spagnoli che tornavano dall'America Centrale appena scoperta.
 
Sono facilissime da coltivare: non si ammalano e non vogliono essere concimate. Basta metterle in pieno sole e regalar loro qualche innaffiatura nei mesi caldi.

1 commento:

  1. Bellissime queste agavi, ne ho ricevuta anch'io una piccolissima in regalo recentemente.

    Prova con le mele, la mia amica era disperata ogni volta che il caldo stava per arrivare ed ora niente più sudore !!! Io le sto cucinando proprio ora :)

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