mercoledì 30 gennaio 2013

Invito alla lettura

Quest'oggi vi invito a leggere un libro che ho terminato lo scorso dicembre. Si intitola "Il canto delle parole perdute" di Andrés Pascual.
 
Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno.
Tokyo, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna.
Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale che sorprende. Un libro sulla forza dell'amore capace di superare ogni cosa. Una storia di speranza e determinazione, di abbandono e di coraggio, un romanzo sull'importanza di non dimenticare le tragedie del passato per affrontare le sfide del presente e scrivere il nostro futuro. 
 
"Nello stesso modo che il potere distruttivo della bomba si espande in cerchi concentrici, come quelli prodotti da un sasso che cade nell'acqua, così funziona anche l'amore. Tutti i gesti e i sentimenti puri, per piccoli che siano, generano una serie di onde, sempre più grandi, che alla fine raggiungono strepitosi traguardi, per te stesso e per gli altri. Ogni passo che compi onorando il ricordo del tuo amore per Junko provocherà una nuova sequenza di cerchi concentrici nel lago della vita." (grazie a ibs.it)
L'ho trovato un romanzo molto intenso, una pagina di storia tragica.
La parte del racconto ambientata nel 1945, allo scoppio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki, è sconvolgente nelle descrizioni e commovente nei fatti: una delicata storia d'amore adolescenziale fatta di coraggio, abnegazione e fedeltà.
Una trama avvincente, un invito a riflettere sul nucleare.

2 commenti:

  1. Ricordo il libro "Penna Vagabonda" (1953) di Virgilio Lilli, in cui descrive anche l'evento della bomba atomica ad Hiroshima attraverso l'intervista ai testimoni sopravvissuti. Il racconto era molto commovente. Avevo vent'anni ma ne conservo viva l'impressione.

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  2. Un passaggio e un caro saluto.
    Ciao

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Grazie d'aver commentato! La tua visita m'è sempre gradita. ♥

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