venerdì 29 giugno 2012

Shopping-bags

Hanno forma rettangolare e manici corti. Colori e finiture svariate. Sono supercapienti per contenere tutto ma proprio tutto quello che serve portare con sè.
Chi di noi non ne ha almeno una?
Io, per esempio, ne ho una di tela viola e una a fiori che uso per portare i libri e i quaderni a scuola.

La shopping- bag la si può portare sempre e ovunque, magari insieme con una borsina più piccola, senza preoccuparsi di abbinarla alle scarpe.
. . . gialla è bellissima!

Per l'estate ne uso una di tessuto impermeabile grigio e celeste double-face che si abbina molto bene con i jeans: è perfetta per le gite di un giorno, per tenerci una giacchina, l'ombrellino pieghevole, la macchina fotografica e la bottiglietta dell'acqua.
(è molto simile a questa . . . )

Anzichè considerarla una borsa da "signora-che-va-a-fare-la-spesa", conviene portarla come se fosse il centro del proprio abbigliamento, come fanno le star di Hollywood!

mercoledì 27 giugno 2012

Invito alla lettura

"L'isola sotto il mare" ("La isla bajo el mar") è un romanzo storico del 2009 di Isabel Allende, la grande scrittrice cilena autrice de "La casa degli spiriti" e di tanti altri celebrati capolavori.

Il romanzo, ambientato nei Caraibi e nella Louisiana di fine '700, narra le vicende della schiava nera Zaritè Sedella, detta Tetè, che, attraverso varie vicissitudini, soprusi e violenze, riesce alla fine a conquistare la libertà per sè e per la figlia.
Nella storia c'è stata una sola rivoluzione che abbia visto trionfare la ragione degli schiavi, ed è proprio questa degli schiavi caraibici che costituirono la prima repubblica nera indipendente al mondo.

I fatti vengono narrati da una memorabile protagonista femminile che ascoltiamo nel suo racconto soggettivo ed illetterato che si alterna a quello oggettivo della scrittrice. Le atmosfere evocate nel racconto sono sempre suggestive, come l'accostamento tra l'isola reale, Sait Domingue, e "l'isola sotto il mare" immaginata dagli schiavi, dove non c'è schiavitù, non ci sono pene, sofferenze e dolori.

Io amo molto la Allende e le sue splendide eroine: donne forti e decise, appassionate e fragili, a volte crudeli, ma sempre fautrici del proprio destino, come Zaritè.

Un libro da leggere, dunque, "L'isola sotto il mare", diverso da "La casa degli spiriti", ma molto bello e appassonante.

martedì 26 giugno 2012

Io e la fotografia

Uno dei miei hobby è la fotografia, che soddisfo quando con mio marito ce ne andiamo in giro nel fine settimana a visitare borghi e luoghi meritevoli di visita (ma quale parte del nostro Paese non lo è?).
Fotografare è un po' come dipingere: in fondo ritrai scorci o particolari con l' "occhio" della macchina fotografica come li fisseresti sulla tela o su un foglio da disegno . . . almeno così la penso io.
A volte poi mi diverto a modificare le foto con qualche programmino apposito: niente di tecnico, nessuna abilità mia, ma solo il gusto di abbinare la foto all'effetto.

Per esempio . . .
questa foto la scattai ad Amatrice: un tramonto d'effetto, ma normale, direi quasi banale; così con qualche ritocco ne ho fatto un tramonto madreperlaceo. Ero affacciata alla finestra del bed&breakfast dove alloggiavamo in quel week-end: la vista era molto suggestiva, una chiesina che si stagliava scura contro il cielo al tramonto.
In quell'occasione visitammo Amatrice e i dintorni. Amatrice si trova in una zona verdeggiante, su un altopiano circondato da alte montagne; nei dintorni vi sono molti boschi. La località mi è piaciuta molto: è una delle gite che ricordo con particolare piacere . . . anche per l'amatriciana favolosa che mi sono mangiata!
L'amatriciana, un tempo, essendo piatto da pastori, era preparata con guanciale e pecorino, la cosiddetta "gricia"; oggi la si cucina aggiungendo anche il pomodoro e l'olio d'oliva. Io, naturalmente, ne ho assaggiate tutte e due le versioni!
foto di Giallo Zafferano)

domenica 24 giugno 2012

Meriggiare

Il persistere della calura ci ha calati ormai definitivamente nel pieno dell'estate . . .

"Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia."

(Eugenio Montale)
Questa di Montale è una delle poesie che preferisco, non tanto per i significati che racchiude (la solitudine, il tormento esistenziale, la limitatezza dell'uomo) quanto per un motivo più banale e più consono all'aspetto che più ricerco nella poesia: la descrizione realistica della natura.

Ad affascinarmi qui è l'immagine dell'estate infiammata che rende tutto arido e secco: ci sono il caldo e il sole che immobilizzano e sospendono la vita; c'è il frinire delle cicale che accompagna la luce accecante e la calura; ma c'è anche il mare illuminato dal sole, luccicante, a completare questo quadro che mi riporta alla mente alcune estati di tanti anni fa, trascorse in Grecia e nel nostro Sud . . .

giovedì 21 giugno 2012

Andar per vasi

Mi piace girare per vivai e garden-center, mi piace guardare i vasi e gli accessori per la casa e il giardino.
Ovunque "sbocciano" fior di negozi specializzati in questo settore, che pullulano di novità e di proposte alternative ai soliti vasi e arredi.
I vasi per i fiori e le piante, per esempio, sono diventati colorati, stretti, altissimi, strani, geometrici . . .
Sono fatti di resina o di vetroresina molto resistente; sono leggeri, infrangibili e impermeabili se fatti di fibra di vetro; se di metallo cavalcano l'onda della moda orientale.
Il cotto persiste, ma diventa "magico" incorporando addirittura la sabbia del deserto o dandosi una mano di smalto lucente.
Dappertutto ho visto che sono diventati grandissimi: alti, conici, stretti, quadrati, cilindrici . . . ma importanti e molto visibili.

A casa del figlio single di una collega ne ho visti di simili, neri, che facevano da complemento a un arredo già di per sè pieno di personalità.
Ma il classico vaso di una volta? C'è, c'è . . . l'ho visto, ma con tante decorazioni floreali e fruttate, particolarità tutte italiane!

domenica 17 giugno 2012

Lo sfarzo di Genova

Genova è una città che mi ha stupito perché, passando per pittoresche stradine e antichi carrugi, ci si trova d'un tratto davanti a stupefacenti palazzi nobiliari.
Logge, balconi, portali in marmo, decori, testimoniano lo splendore del passato genovese.
Visitammo Genova nel luglio del 2006; il caldo estivo afoso non era mitigato dalla presenza del mare ed entrare nella frescura di questi antichi palazzi donava refrigerio al corpo e allo spirito.
Fu il caso di Palazzo Spinola di Pellicceria, la raffinata e superba sede della Galleria Nazionale della Liguria (il principale museo d'arte della città);
salendo all'ultimo piano una terrazza (detta mirador) con un giardino pensile ci permise di godere di una splendida vista sulla città e della brezza che spirava dal mare.


Ad entrare nel palazzo restammo incantati dall'insieme di arredi, affreschi, argenti e porcellane perfettamente conservati: un patrimonio di opere d'arte accumulate di generazione in generazione.


Addirittura ci trovammo a percorrere una galleria degli Specchi del '700, stupefacente capolavoro in stile rococò!
Questa storica dimora è stata abitata fino a 50 anni fa e la maggior parte degli ambienti è stata lasciata esattamente com'era: per esempio, la cucina ottocentesca conserva ancora i fuochi funzionanti e grandi lavandini in marmo.
Le volte affrescate, le inquadrature architettoniche, i busti, i portali e i marmi fanno da cornice ad una raccolta d'arte superba, tra cui si annoverano capolavori come l' "Ecce Homo" di Antonello da Messina . . .
il "ritratto di Stefano Raggio" di Van Cleve . . .
 il "ritratto equestre di Giovanni Carlo Doria"  di Rubens. . .
o la "Giustizia" di Giovanni Pisano.
Insomma, i palazzi del '500, '600, '700 sono stati per me una delle maggiori attrattive di Genova.

(le foto, purtroppo, non sono tutte mie, ad eccezione di quelle scattate all'esterno, in quanto era proibito fotografare!)

venerdì 15 giugno 2012

Come una palma

A casa di una collega ho ammirato una bellissima "palma" in vaso dalle grandi foglie morbidamente curvate verso il basso. Era più alta di me, costituita da un gruppo di fusti sottili simili a canne, che portavano fronde leggere e fluttuanti.
Lei l'ha chiamata "palma farfalla", ma fortunatamente nel vaso aveva conservato il cartoncino con il nome scientifico, che è "Chrysalidocarpus lutescens" (che mi sono trascritta perchè la pianta era veramente bella!).
Se ne stava davanti ad una gran vetrata ombreggiata da un tendaggio dorato, in compagnia di un Ficus benjamina altrettanto rigoglioso.
Mi sono documentata ed ho imparato che questa "palma" cresce spontanea nelle foreste del Madagascar. In commercio si trovano soprattutto esemplari di piccole dimensioni che in vaso formano una specie di boschetto in miniatura.
La mia collega è stata veramente brava ad essere riuscita a farla crescere così!
Mi ha spiegato che semplicemente la rinvasa ogni due anni e che da giugno all'autunno la mette su un balcone, riparata dal sole diretto e dalle correnti d'aria.

Sarà . . . ma ho guardato il suo pollice: era VERDE!

domenica 10 giugno 2012

In cucina con la menta

Il mio giardino vede crescere piantine di menta un po' ovunque. E' diventata infestante, come la melissa. Ci arrabattiamo per estirparla, ma lei, tenace, cerca di soffocare lo spazio che la circonda.
Ne portai a casa un ciuffetto dalla montagna ed ora potrei andare a venderla al mercato! Meglio sarebbe stato contenerla in un vaso dove non avrebbe potuto espandersi . . .
Comunque, a volte fa comodo, soprattutto per le macedonie estive o per qualche altro dessert.
Io la uso anche per preparare l'arista, che è un taglio di carne che mi piace cucinare anche quando ci sono ospiti.

Prima di rosolare la carne nel tegame, la strofino con uno spicchio d'aglio tagliato a metà. Cuocio l'arrosto spruzzandolo con un paio di cucchiai di aceto balsamico, bagnando col brodo e insaporendo con sale e pepe.
Quando manca circa 1/4 d'ora alla fine della cottura unisco qualche fogliolina di menta spezzettata.
(grazie a Donna Moderna che m'ha insegnato questa ricetta!)

mercoledì 6 giugno 2012

Canzone del grano che cresce

(Van Gogh)

Il grano cresce.
Un'acqua di nuvole nere
cade, cade.
Scende la pioggia
sui giovani steli;
cade, cade.
Scende la pioggia
sulle piante;
cade, cade.
Il grano cresce,
e un'acqua scura di nebbie
cade, cade.

(canto degli Indiani Navajo)

(Van Gogh)

martedì 5 giugno 2012

Il chewing-gum

La gomma da masticare è sempre stato il rimedio d'elezione per prevenire e per tenere sotto controllo l'alito cattivo nelle situazioni d'emergenza.
Quelle migliori contengono essenze balsamiche, come menta oppure eucalipto, mentre è meglio evitare i prodotti che contengono zucchero, perchè facilitano la comparsa della carie.
E' utile spingere la gomma con la lingua fra i denti e in ogni angolo della bocca: in questo modo si ottiene un'efficace rimozione dei residui alimentari.
La gomma da masticare fu brevettata nel 1800 e pare che fosse molliccia e insapore. Ma già i Maya masticavano palline di caucciù che chiamavano chicles: questa parola non ricorda il termine "cicca" col quale si denomina in alcune regioni la gomma da masticare?

Una cosa strana la voglio raccontare: quando andavamo in montagna con il papà, lui raccoglieva la resina che colava dal tronco dei pini: una sostanza forte e aromatica; se la metteva in bocca e masticava, masticava . . . finché, miracolo! essa si trasformava in una vera e propria cicca dal colore rosa carico (non molto allettante) e dal sapore . . . di pino, assolutamente non dolce. Ci provavamo anche noi, con gran dispendio di energie masticatorie e scarsa soddisfazione gustativa!

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