domenica 29 aprile 2012

Emily Dickinson

Una dei miei poeti preferiti è l'americana Emily Dickinson, vissuta nell'Ottocento, ma, a mio modesto parere, modernissima perchè era un'anticonformista, una donna forte, colta e volutamente sola.
I temi della sua poesia sono tantissimi, il suo linguaggio è spesso aspro, oscuro, pieno di metafore, eppure nello stesso tempo fresco.

Le sue poesie esercitano su di me un fascino straordinario, perchè sono tormentate ed enigmatiche, spirituali e nello stesso tempo concrete, estremamente evocative del mondo reale.
Ne scelgo oggi una a caso, che ben rispecchia ciò che ho affermato sopra.

"Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino -
quando dorme colui che tesse
d'azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell'estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti - quanti passetti
fa la tartaruga -
Quante coppe di rugiada beve
l'ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell'arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa -
per volare via - in pompa magna."

Un pettirosso su un ramo, una tazza stretta tra le dita, un'ape e una tartaruga lenta . . . una raffinatezza, una sensibilità e una malinconia che scivolano addosso come le ali di una farfalla . . .

sabato 28 aprile 2012

Premio Antares



Questa volta ho ricevuto questo premio (graditissimo) da Antonella del blog Il tempo ritrovato. Chi l'ha creato dice:


"Ho deciso di premiare quei blog che con le loro parole ti risucchiano, mi rapiscono, riescono ad emozionarmi nel profondo. Vorrei premiare quei blog che mi coinvolgono con i loro post e che contengono significati profondi, talmente profondi da non poter essere colti a prima vista. Questo vorrei premiare."
Come tutti i premi andrebbe girato a 5 blog che rispondono a questi requisiti: beh, tutti i blog miei amici rispondono a questi requisiti, anche perchè non li avrei seguiti se non avessero avuto un significato per me. Perciò questa volta non nomino nessuno in particolare, ma chi accettasse il premio lo prenda e lo metta nella sua sidebar: io l'ho assegnato a tutti i miei amici!
Ringrazio tanto Antonella, amica mia da poco ma con la quale ho trovato subito sintonia.


venerdì 27 aprile 2012

La vie en rose


IL ROSA è il colore antistanchezza

Esco da tre giorni di colloqui con i genitori: sono distrutta! Sono 55 famiglie, ognuna delle quali con aspettative, timori, pregiudizi, convinzioni . . . bendisposte se i figli vanno bene a scuola, maldisposte e sulla difensiva se i figli hanno dei problemi.
Ma non è di questo che voglio parlare . . .

Era solo per rispolverare alcuni consigli di trucco per quando si ha il viso stanco. Guai ad usare colori scuri per occhi e fard!
Quando si vuole cancellare la stanchezza dal viso bisogna usare il
ROSA

Stendere una base luminosa e chiara scegliendo un fondotinta trasparente.
Delineare le palpebre superiori con la matita e applicare un ombretto sui toni del rosa; con un ombretto bianco o beige creare un punto-luce sotto l'arco sopraccigliare e stendere una generosa dose di mascara nero.

(per gli occhi scuri)

 (per gli occhi chiari)

Per le labbra, usare un rossetto rosa pallido leggermente perlato.

Credetemi: funziona! E' un trucco a cui ricorro sempre!


mercoledì 25 aprile 2012

Paestum on my mind


Spulciando tra vecchie foto in bianco e nero, ieri mi è capitato tra le mani un mazzetto di istantanee . . . del bel tempo che fu!
Correva l'anno 1974 ed io conoscevo il mio futuro marito da un anno esatto; ci eravamo "fidanzati", infatti, l'estate prima, a Vieste, durante una vacanza con amici in campeggio.
L'estate successiva, quella appunto del '74, la medesima allegra comitiva si recò in Campania, a Marina di Camerota, sempre in campeggio (allora non avevamo tanti soldi a disposizione, come i ragazzi di oggi).
Non sempre si trascorrevano le giornate al mare, ma si fecero anche delle escursioni. Una fu quella a Paestum . . .

 
La foto mi ritrae presso il Tempio di Hera, il più grande e antico, circondato da imponenti colonne con capitelli decorati da una corona di foglie. 

(ecco lo stesso tempio...ma senza di me!)

La zona archeologica di Paestum è un luogo magico: i tesori archeologici e la natura circostante protetta e straordinaria, ne fanno una meta da visitare. E' stata inserita dall'Unesco nel Patrimonio dell'Umanità.
Comprende tre templi, il Foro, l'anfiteatro, la Via sacra e una cinta muraria.
Ricordo che visitammo anche il Museo Archeologico che conserva rari esempi di pittura greca: chi non conosce quest'affresco proveniente dalla Tomba del Tuffatore?


Ma la zona di Paestum vanta anche una cucina irresistibile (allora, a 23 anni, non si pensava tanto al cibo: c'erano altri interessi . . .): oggi mi sono documentata e ho scoperto che il prodotto tipico del luogo è la mozzarella di bufala; a Paestum si tiene addirittura un Salone della Mozzarella di Bufala Campana!


 Un altro prodotto Igp è il carciofo tondo di Paestum, violaceo, carnoso e senza spine


col quale si può preparare un'ottima
pasta con vongole e carciofi

Occorrente
400 g. di cavatielli freschi
4 carciofi
500g. di vongole
2 spicchi d'aglio
4 pomodorini
1 limone
un ciuffo di prezzemolo
1/2 bicch. di vino bianco *
olio, sale e pepe

Far spurgare le vongole in acqua fredda salata, scolarle e farle aprire in pentola coperta a fuoco basso.
Pulire i carciofi, tagliarli a spicchietti sottili e tuffarli in una ciotola con acqua e limone.
Scolarli e saltarli in padella con olio, uno spicchio d'aglio tritato, il prezzemolo pure tritato, sale e pepe.

Soffriggere l'altro spicchio d'aglio, tritato, in una larga padella con l'olio e  i pomodorini a pezzetti, e insaporire un paio di minuti; aggiungere le vongole (sgusciarne metà) e un mestolo della loro acqua; sfumare col vino, unire i carciofi e insaporire per qualche minuto.
Unire la pasta lessata e saltare a fuoco vivace.

Questa è la ricetta originale, ma io vi confesso che la preparo in modo molto più spiccio: vongole nel vasetto o surgelate (ahimè, sì) e carciofi a spicchietti surgelati (e chi li trova i carciofi di Paestum?!): viene buona lo stesso!
*Invece il vino bianco che dovrebbe essere il Fiano IGT della Campania si trova anche nei supermercati: mi piace perchè è un gradevolissimo vino bianco che sa di frutta.

(grazie a Donna Moderna!)

Per il dolce da abbinare a questo piatto rimando al mio blog dei dolci.

sabato 21 aprile 2012

Acquisti in libreria



Ieri ho approfittato dell'intervallo tra la scuola e i colloqui pomeridiani con i genitori per passare in libreria ad acquistare qualche nuovo libro. La mia casa ne è piena e la lettura procede lentamente: leggo solo un po' alla sera, finchè non arriva l'estate, durante la quale dedico alla lettura qualche ora in più.

La lettura è la mia grande passione, che supera qualsiasi altra . . . solo i dolci, forse, sono paragonabili ad un buon libro!
Ne ho acquistati tre . . . di libri, mentre per pranzo mi sono pappata al bar una brioche integrale al miele e una sfogliatella!


I libri che ho comprato sono:



"Tartufi bianchi in inverno"
di N. M. Kelby


Racconta la storia di Auguste Escoffier, il geniale chef francese che ha cambiato la storia della gastronomia grazie ai suoi leggendari ristoranti: il Savoy e il Ritz. Siamo in una splendida Parigi di fine Ottocento. La Belle Époque esplode tra le vie della capitale francese, dove, tra gli ombrellini delle dame e gli straordinari dipinti degli impressionisti, si sprecano i pettegolezzi sulle avventure sentimentali dei personaggi celebri del momento. Al Petit Moulin Rouge si mormora che Auguste Escoffier sia in procinto di sposarsi. Ciò che fa clamore, però, non è la notizia del matrimonio in sè, ma il fatto che i due futuri sposi non si conoscano nemmeno e che Auguste abbia vinto la moglie al gioco. La sposa si chiama Delphine, è una poetessa e incontra il suo futuro marito il giorno stesso delle nozze, per la prima volta. La donna non immagina nemmeno cosa l'aspetti, finchè la sera Escoffier, invece di condurla nella camera da letto, la porta nella cucina del suo ristorante. Quella sera Auguste compie un raffinato gesto romantico condito da dolci parole. Decide di creare un piatto squisito da dedicare solo a lei. Di fronte al romanticismo del gesto, la sensibile Delphine si innamora perdutamente e conosce la sensualità e la passione. "Tartufi bianchi in inverno" è un romanzo che brilla per bellezza e senso artistico, in cui Nicole Mary Kelby racconta l'arte del cucinare e i suoi aspetti più profondi, che sfociano nella sensualità e nell'amore.


"Il caso Collini"
di F. von Schirach

Una grande occasione si presenta al giovane avvocato Caspar Leinen quando viene nominato difensore d’ufficio di un omicida reo confesso: può finalmente esercitare la professione che ama, indossare la toga ed entrare nell’austero tribunale del Moabit, a Berlino. In un primo momento sembra che si tratti di una causa di routine: dopo una vita tranquilla e interamente dedicata al lavoro in fabbrica, l’irreprensibile italiano Fabrizio Collini ha ucciso con un colpo di pistola un ricco industriale ottantenne noto in tutto il Paese, Hans Meyer.
Quello che l’avvocato Leinen ancora non sa è che in questa storia nulla è come appare. Mentre l’imputato si chiude nel silenzio, rifiutando ogni difesa, Leinen scopre che la vittima era il nonno di un suo amico dei tempi del liceo. Benché il ricordo di quell’uomo ricco e potente, ma anche affettuoso e gentile, sia ancora vivo nella sua memoria, il giovane avvocato decide di non rinunciare all’incarico e di cercare in tutti i modi di far luce sul movente. Solo scavando nel passato di Meyer, Leinen riesce a trovare una traccia che lo riporta a un episodio accaduto in Italia durante la seconda guerra mondiale. Da qui avrà inizio un dibattimento teso e serrato che metterà i protagonisti, ma anche i lettori, davanti ai sottili e incerti confini della giustizia.


"La quinta costellazione del cuore"
di M. Peetz

Bestseller del passaparola in Nord Europa. Un successo spontaneo, un romanzo che, grazie alla sola forza dei lettori, in Germania è in cima alle classifiche da più di un anno. Che succederebbe se all'improvviso scoprissi che la tua vita è tutta una menzogna? Judith è finita fuori strada. C'è qualcosa che non quadra. E questo qualcosa è ben più di un errore di direzione. Arne ha mentito. Quante cose della loro vita avrebbe distrutto la sua bugia? L'aria tersa tremola per la calura di giugno. Judith, in piedi all'ombra di un albero ai bordi della spiaggia di Narbonne, si guarda intorno. Niente è come dovrebbe essere. È tutto falso. È tutta una menzogna. Sul sentiero non c'è anima viva. È su questa strada solitaria che Judith, uno zaino in spalla e tanta confusione in testa, sta per ricominciare la sua vita. Ha appena perso il marito Arne, e non ha che una certezza: per chiudere con il passato deve ripercorrere i passi di Arne, seguendo gli appunti del diario che l'uomo aveva scritto durante il suo ultimo viaggio verso Santiago de Compostela. Con lei ci sono le amiche più care, quelle del martedì: la selvaggia Kiki, la fredda Caroline, l'eccentrica Estelle e la perfetta Eva. Per loro quello è un viaggio ribelle e scanzonato, la possibilità di sentirsi finalmente libere dalla vita di ogni giorno, come ai vecchi tempi quando dormivano sotto lo scintillio notturno delle costellazioni. Ma per Judith quel viaggio assume immediatamente una dimensione diversa. Sconvolgente. Bastano pochi chilometri per capire che nel diario di Arne c'è qualcosa di strano: le indicazioni sono sbagliate, nulla di quello che lui descrive corrisponde a ciò che lei vede. È tutto inventato o copiato da Internet. Judith non riesce ad accettare che l'uomo che le è stato accanto non fosse quello che credeva. Eppure deve imparare a leggere dietro quelle parole per capire cosa nascondesse Arne. E deve imparare a leggere anche dietro le parole delle sue amiche. Judith non si può fidare di niente e di nessuno. A guidarla adesso c'è solo una costellazione, quella del suo cuore. Solo così potrà finalmente imparare a credere in sé stessa. "La quinta costellazione del cuore" racconta una storia di memoria e di menzogne, di crescita e di coraggio, di amicizia e di perdita che mostra la forza segreta che ognuno di noi custodisce in sé.

Ero al buio!



Meglio non commentare l'efficienza delle nostre linee internet . . . e la tempestività con cui vengono riparati i guasti!

domenica 15 aprile 2012

Un raggio di sole allunga la vita



Un raggio di sole è spuntato nel grigio del mattino . . .

Approfittiamo della bella stagione per vivere di più all'aperto perchè la luce solare aiuta l'organismo a sintetizzare la vitamina D, che mantiene in forma le ossa e combatte l'invecchiamento cellulare.
Sarà per questo che il mio vecchio micio cerca sempre di dormire al sole sul terrazzo?

Anche consumando più pesci come il salmone e l'aringa che ne sono ricchi si può incrementare l'assunzione della vitamina D: ricordiamocelo quando andiamo a fare la spesa.



Chiudo con una foto che feci due o tre inverni fa in montagna, a gennaio: il sole che filtra nel gelo del bosco innevato ed addormentato credo sia un'immagine che ben descrive la luce che richiama la natura alla vita e che quindi porta salute e forza anche a noi esseri umani.

Buona domenica . . . con un po' di sole!

giovedì 12 aprile 2012

Vacanze pasquali


Torno dopo la breve parentesi delle vacanze pasquali che, come sempre, mi hanno portata nella mia amata Valchiavenna . . .


Il tempo non è stato buono e la permanenza troppo breve, per cui mi sono goduta poco queste giornate, trascorse però in compagnia della famiglia. La pioggia è caduta quasi sempre, con brevi parentesi di sole velato o cielo percorso da nuvole portate da un vento fastidioso.


La sera, però, le nubi ci hanno regalato un cielo spettacoloso, visto che era periodo di luna piena . . .



Solo il giorno di Pasqua il sole ha brillato, permettendoci di fare una passeggiata verso i boschi, anche se un vento fortissimo ha guastato un po' la camminata e ci ha costretti a rientrare presto al calduccio.
La natura, anche in montagna, ormai è nel suo pieno rigoglio: alberi e giardini hanno già riacquistato le tinte più vivide . . .





L'acqua scorre impetuosa nei torrenti, provenendo dai nevai in vetta . . .



Beh, come dicevo, i giorni sono trascorsi in fretta, troppo in fretta!
Mi resta qualche foto . . . e la voglia di tornare al più presto tra i monti!


mercoledì 11 aprile 2012

Ricambio!



Non ho potuto ringraziarvi prima per gli auguri di Buona Pasqua che mi avete inviato, perchè ero fuori, in vacanza.
Lo faccio ora: grazie! e l'augurio a tutti voi di buone giornate primaverili.

Lella

domenica 1 aprile 2012

Un sorso di birra


La mia amata Valchiavenna vanta il primato di aver aperto in Italia la prima fabbrica di birra: la Splugen di Chiavenna, forse addirittura nel 1800. Negli anni '50 la Splugen fu acquistata dalla Poretti che trasferì però altrove la produzione.
Ai giorni nostri la birra Spluga è ritornata, grazie al Birrificio Spluga di Gordona: è un piccolo laboratorio artigianale che produce birre non pastorizzate e che è dotato anche di pub con degustazione di piatti locali e pizza.
Non so giudicare la qualità della birra, ma la bevo volentieri per far compagnia alla pizza . . .




"La tazza striata di spuma
ricorda una nordica spiaggia
velata di neve e di bruma.
Bevendo, guardo.
La calante ondata
lascia sulle pareti e poi sul fondo
come la traccia d'una nevicata."

(da Giovanni Bertacchi - poeta chiavennasco)



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