domenica 26 febbraio 2012

Ho piantato le primule


Dopo quello che qui ad Ancona viene definito "mitico nevone", con temperature di molto inferiori allo zero e una nevicata durata giorni e giorni ininterrottamente, ecco che sono seguìte giornate decisamente primaverili, quasi fastidiose, visti gli sbalzi di temperatura (da 3° al mattino a 20° nel pomeriggio).
Non c'è niente da fa': se è inverno ancora, che sia inverno, dico io!
Comunque, per non saper nè leggere nè scrivere, sono corsa ad acquistare alcuni vasetti di primule variopinte . . .


Morale della favola: oggi piove a dirotto! Ma son contenta, almeno mi lava i balconi, che la neve ha lasciato neri come il carbone.

Insomma, l'inverno non è finito, però le mie primule contribuiscono a rallegrare notevolmente il giardino, un po' provato dalla nevicata.


La primula è un fiorellino graziosissimo che fiorisce dai primi tepori fino a primavera inoltrata, se si ha l'avvertenza di tenerla in un luogo fresco. A me non durano poi molto, ma non sono una giardiniera attenta. Meno male che le fotografo, così mi rimangono almeno nella memoria fotografica!

“Primule”
Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de' primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.
Pei campi e su le rive,
a piè de' tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce anelando di piacere, le bocche vive.
E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza.
(Ada Negri)

giovedì 23 febbraio 2012

Una vecchia poltrona


La mia nonnina viveva in montagna, dove si era ritirata col nonno quando lui era andato in pensione.
Abitavano la vecchia, solida casa che avevano acquistato e l'avevano arredata con i mobili portati da Milano: mobili vecchiotti, naturalmente, che ancora rimangono nelle stanze ariose e accoglienti della casa che ora è diventata nostra, mia e di mia sorella.

Tra di essi fa bella mostra di sè, in camera mia, questa poltrona:
si chiama "Margherita" e fu disegnata per Bonacina da Franco Albini, designer ed architetto di fama mondiale, negli anni '50. Fu la prima poltrona italiana senza gambe ed è costruita in giunco, un materiale di basso costo che prese piede subito dopo la guerra.

La nonna la acquistò forse negli anni '60, suscitando le critiche di tutti, che la consideravano scomoda, ingombrante e poco adatta ad una nonna.

Beh, non solo viene ancora prodotta, ma è persino esposta al Moma di New York!
Brava, nonna!
LE NONNE SONO SEMPRE LUNGIMIRANTI!


venerdì 17 febbraio 2012

Auguri, vecchio patatone!


Il gatto è il mio animale preferito: il suo aspetto, le sue agili movenze, il suo carattere indomito e solitario me lo fanno apprezzare più del cane. Ho avuto anche due cani da bambina, e li ricordo con nostalgia e affetto; però è il mio gatto che lascerà un ricordo indelebile e un vuoto quando verrà il momento del distacco.

Tigrì, questo è il suo nome, è vecchio e malato.

Compirà 19 anni il prossimo 25 giugno . . .
Ricordo quell' inizio d'estate del 1993, quando la gatta gravida dei nostri vicini cominciò a dare segni di sofferenza: miagolava e vomitava.
Mio figlio, che allora aveva dodici anni, corse in casa ad avvisarmi: lui e gli amichetti si erano accorti che qualcosa non andava.
Era pronta una comoda cuccetta, ma Molly preferì partorire dove garbava a lei. Nacquero tre micetti deliziosi: una femmina "guscio di tartaruga", un maschietto tigrato e un altro rosso. I ragazzi assistettero al parto, una bella esperienza, e raccontarono che la micia aveva partorito un gattino, lo aveva liberato dal sacco amniotico, ripulito e poi aveva partorito il secondo e così il terzo.

Si era d'accordo che noi ne avremmo adottato uno e mio figlio scelse quello tigrato, chiamandolo Tigrì perchè ricordava un racconto del suo libro di lettura che aveva come protagonisti due fratellini e un gatto con quel nome.

Tigrì si dimostrò subito un gran pacioccone: era il più tranquillo dei tre, ciucciava e dormiva e non cercava di uscire dalla cuccetta dove mamma micia li aveva alla fine portati.
Alla fine di agosto si trasferì definitivamente  a casa nostra, dove ha vissuto da pascià, circondato da tanto affetto e cure. Ora ha un grave male e cerchiamo di rendergli i suoi ultimi giorni i più comodi possibili . . . ma non riesco a dire altro perchè provo troppa tristezza.

Oggi si festeggia in tutto il mondo la Giornata del Gatto, per questo ho voluto scrivere del mio gatto.
Ora lui è qui, accanto a me, acciambellato su una sedia, il pancino che si solleva ad ogni respiro nella beatitudine del sonno . . .

giovedì 16 febbraio 2012

Spero d'aver risolto...


Un'amica mi ha avvisato che non riusciva ad aprire il mio blog poichè le compariva l'avviso che esso conteneva un'applicazione relativa ad un sito che poteva portare virus. Il sito in questione forniva la cartina con le previsioni meteo. Ho provveduto ad eliminare dal blog tale gadget e spero che ora non ci siano più problemi.

Un caro saluto a tutti.
Lella

Ma che pazienza!

"Essere donna è terribilmente difficile perchè consiste principalmente nel trattare con gli uomini."

(Joseph Conrad)


Ma quanto è vero! 
Soprattutto quando è malato (raffreddore); stanco, perchè ha trascorso una settimana a sciare in Francia (povero!) e tu invece eri sola a casa con 60 cm. di neve da spalare, la macchina sepolta, l'ansia di non poterti presentare a scuola . . . ; nervoso, perchè aveva un esame medico a cui sottoporsi (e fin qui ci sta), perchè DEVE fare la spesa (in casa c'è tutto), perchè DEVE spalare la scala (non serve: si può uscire dal pianterreno), perchè la farmacista si è dimenticata di ordinargli una medicina (arrivata poche ore dopo), perchè non capisci al volo le cose che non spiega bene e che sono chiare solo nella sua mente; perchè non può andare in piscina e in palestra (e chi ci sarà con tutte le strade bloccate dalla neve?) . . .

Insomma, ma è sicuro che in menopausa ci vanno solo le donne?!

Ci vorrebbe in casa un bel mazzo dei fiori simbolo della pazienza!


martedì 14 febbraio 2012

Una mitica nevicata


Vivo nelle Marche da trentaquattro anni e ricordo una sola grande nevicata: quella dell' '85. Le scuole rimasero chiuse per sei giorni, dall' Epifania in poi: una pacchia per studenti e . . . insegnanti!
Mia suocera e mio suocero parlavano della nevicata del '29 quando, bambini, camminavano in città tra muri di neve che li nascondevano alla vista.

Da allora, dall' '85, non ricordo nevicate particolarmente copiose; solo l'anno scorso, il 15 di dicembre, una forte nevicata paralizzò la città per un paio di giorni, ma niente a che vedere con quanto è successo quest'anno. Del resto Ancona è una città di mare ed episodi di questo genere sono assai rari . . . purtroppo per me che amo tantissimo vedere cadere la neve ed ammirare gli effetti sul paesaggio!
Quest' anno, ad oggi, siamo a casa da ben dodici giorni e ci rimarremo fino a domani: insegno in collina e lì la situazione è ben più critica che in città.

Da tutto ieri non nevica più: oggi è uscito anche il sole e la viabilità sta tornando gradatamente alla norma, ma il problema rimane nelle zone interne e per lo sgombero della neve dai centri abitati. Purtroppo ora la neve sta creando seri danni anche al patrimonio artistico della regione: si temono (o già si sono verificati) crolli dei tetti delle chiese o dei palazzi più antichi. I tetti in alcune zone (come Urbino) sono carichi anche di un metro e più di neve!

Ce la ricorderemo sicuramente la nevicata del 2012!
Ecco un piccolo assaggio della neve a casa mia . . .

video


domenica 12 febbraio 2012

Un bel libro


Ho appena terminato di leggere "La regina maledetta" di Jeanne Kalogridis. Non c'è che dire: un bellissimo romanzo storico dalla prosa fluida e dalla trama avvincente, un accurato ritratto di Caterina de' Medici, personaggio fatto di luci e ombre, sfaccettato e controverso.
Nel romanzo la fantasia dell'autrice arricchisce i fatti realmente accaduti con grande maestria, senza mai lasciarsi prendere dalla smania di strafare.
Ne do una breve trama, così da stuzzicare la curiosità:

Caterina de’ Medici, pronipote di Lorenzo il Magnifico e presto orfana, dall’Italia viene mandata in Francia per sposare il futuro Enrico II; qui diventa colei che viene ricordata come la più scaltra regina francese.
Caterina, da sempre ossessionata da visioni di sangue, utilizza ogni mezzo a sua disposizione, compreso l’occultismo, per capire e impedire ciò che quelle visioni le mostrano. In questo ambito si lega all’astrologo Cosimo Ruggieri. Quando non riuscirà a concepire un erede per il trono di Francia, sarà alla magia nera che si rivolgerà. E concepirà tre figli, scoprendo che uno di loro, Carlo IX, sarà al centro di quelle terribili visioni di sangue che da sempre la perseguitano e che sono connesse proprio al famoso Massacro della Notte di San Bartolomeo, in cui migliaia di ugonotti vennero barbaramente uccisi (23-24 agosto 1572).
(da booksblog.it)

Lo raccomando caldamente a chi ama i romanzi storici: la Kalogridis è una bravissima scrittrice.
A me è piaciuto molto perchè scorrevole ed avvincente, ma anche molto interessante se si vuole approfondire la conoscenza dell'epoca e dei fatti riportati. 
A me succede, quando leggo un romanzo storico o un romanzo che richiami ambienti o personaggi reali, di provare il desiderio e la curiosità di andare ad informarmi, vedere immagini e cercare notizie; lo faccio sempre perchè mi aiuta ad "entrare" nella storia.


Di Caterina de' Medici sapevo ben poco . . . del resto, cosa sappiamo dei tanti personaggi storici che abbiamo incontrato sui libri di scuola? Ricordavo soltanto la magnifica ed intensa interpretazione di Virna Lisa nel film "La regina Margot" che le valse a Cannes il premio come miglior attrice. 


Caterina de' Medici era la bisnipote di Lorenzo il Magnifico. Pare che da giovane avesse un fascino particolare e selvaggio; da adulta fu certamente forte e determinata, spregiudicata e cinica.

E' la regina più discussa e controversa del Rinascimento, segnata da una fama sinistra che le derivò dal suo interesse per maghi ed astrologi (interesse condiviso per altro dai suoi contemporanei), alchimia e cabala. Si dice che abbia fatto eliminare molti dei suoi avversari e detrattori, pratica che era comunque ampiamente usata da tutti i potenti dell'epoca.


Ma Caterina è ricordata anche per motivi più frivoli: inventò le . . . mutande! Introdusse l'uso della forchetta, inventò la salsa besciamella, ideò l'anatra all'arancia e le crépes souzettes!

Usava la seguente ricetta di bellezza per avere delle mani morbide e bianche:
"Haverai mani bellissime et bianche et morbidissime se avrai costanza di usare di questa salutare pomata:  
Prendi due pomi maturi di qualsivoglia qualità e dividili in quarti dopo averli nettati della pola e del torsolo.
In uno spicchio dei pomi suddetti affonda un chiodo di garofano e metti le mele in bagno in acqua di rose, e fa si che l'acqua di rose copra appena le mele.
Lascia in bagno un intero giorno e quindi fai bollire per dieci minuti. Quindi togli i chiodi di garofano, schiaccia bene la polpa, unisci un poco di farina di frumento, tanto da farne una pappetta un po' densa e spandila sulle mani.
Lasciarla anche una intera ora e poi risciacquare con acqua tiepida. "

E per finire, cos'ho trovato? Una Barbie in versione Caterina de' Medici . . . una Barbie non in vendita, però!

sabato 11 febbraio 2012

I prodotti dell'anno


Anche quest'anno nel mese di gennaio a Milano s'è svolta la premiazione del "Prodotto dell'Anno".
Un comitato di esperti verifica che i prodotti iscritti abbiano i requisiti per partecipare, e cioè che siano innovativi.
Il premio è stato istituito per la prima volta a Parigi nel 1985 ed è conosciuto in tutto il mondo.
Anche questo è un modo per spingerci a comperare perchè vedere sul prodotto il logo del premio è probabile che ci induca ad acquistarlo.

Devo dire che qualche prodotto m'è sembrato interessante davvero:

per esempio la carta da cucina col "mezzo strappo" che permette di dosare l'utilizzo della carta a seconda dell'uso e che quindi non ne fa sprecare.

Poi la schiuma per pulire la doccia, che non scivola e che dà il tempo al prodotto di agire senza colare;

oppure la  linea biologica di trattamenti viso certificata ECOCERT con ingredienti di origine naturale e ad un prezzo accessibile;

magari lo smalto con l'applicatore che si adatta alla forma dell’unghia per un’applicazione precisa e senza errori (sperimentato: molto comodo);

ma anche gli arrosti semplici, senza glutine, lattosio e con pochi grassi e con l'aggiunta di sole erbe aromatiche;

e perchè no la crema che unisce la bontà del cioccolato alla cremosità del formaggio fresco, per una merenda più leggera . . .
  


. . . quasi, quasi vado al super . . . no, c'è troppa neve: i prodotti dell'anno possono aspettare!

mercoledì 8 febbraio 2012

Battito d'ali


Il freddo in questi giorni fa proprio battere i denti! Me ne sono stata in casa al calduccio e ho assunto cibi caldi ed energetici.

Anche il mio gatto non ha messo il naso fuori casa.
Ma gli altri animali, quelli selvatici? Gli uccellini? Dove saranno? Avranno freddo nel loro nido?
Oggi, che è uscito un raggio di sole, li ho visti volare e cantare felici, ma fino a ieri se ne stavano sempre sul mio caco a cercar cibo e si spingevano fino alla porta-finestra della mia cucina a becchettare le bricioline che avevo sparso in terra.


Ecco quella che sembrerebbe una capinera, tutta arruffata, accanto ai cachi: con lei si sono nutriti dei frutti zuccherini anche i merli, i passerotti e le cinciallegre.
Sono contenta che i frutti rimasti sull' albero siano stati d' aiuto a tutti loro!

"Viene il freddo. Giri per dirlo
tu, sgricciolo, intorno le siepi;
e sentire fai nel tuo zirlo
lo strido di gelo che crepi.
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina. . .
trr trr trr terit tirit. . ."

(G. Pascoli - da "Luccellino del freddo")

lunedì 6 febbraio 2012

Che fatica spalare la neve!


In previsione di una prossima (insensata, perchè abbiamo 50 cm. di neve) riapertura delle scuole, questa mattina con mio figlio siamo usciti di casa per la prima volta da giovedì scorso per avere un'idea delle condizioni del nostro cortile e della stradina che porta sulla via principale.
Già scendere le scale è stato un problema



ma, arrivata in cortile, lo spettacolo è stato sconfortante! Uno strato di neve da banchisa polare!


Solo per liberare la macchina ci vorrebbe Mastro Lindo e per liberare la strada una squadra di spalatori.




Ma come può una povera donna riuscire in una tale impresa titanica?!



Infatti dopo un'ora buona di spalamento con risultati ridicoli, ho desistito . . . distrutta dalla stanchezza! Tra l'altro nutro seri dubbi sul fatto che mi si apra il cancello, che sarà sicuramente ghiacciato e bloccato dalla neve.


Qualcuno dirà: - Ma prendi i mezzi pubblici, no?!
Facile a dirsi! Insegno in un paese fuori città, dovrei prendere una corriera, che ferma lontano da casa mia, che è in una zona residenziale in periferia poco servita . . . insomma arriverei a scuola all'ora dell'uscita!
AIUTOOO!!!
Speriamo che nevichi ancora . . .

domenica 5 febbraio 2012

Un altro premio!


Oggi Stefilù di http://lalunadistefylu.blogspot.com/ mi ha inviato il premio

che si assegna ai blog amici che ci piacciono e che abbiano meno di 200 sostenitori.

Io ho ancora pochi amici e tra essi parecchi hanno meno di 200 followers; così, come ho già detto per il premio ricevuto l'altro giorno, non volendo escludere nessuno, lo metto a disposizione di tutti voi: per me siete tutti "liebster blogger"!


sabato 4 febbraio 2012

Neve!



E la neve venne,
venne verso sera,
essa
giù dall’alto dei cieli
volava
a seconda del vento;
e nel volo oscillava.
A falde sottili come lamine,
fragili,
era confusa di se stessa.

(Evgenij Evtusenko)

(è l'alba: i primi chiarori rosati)

Desiderata, annunciata, attesa, arrivata! Venerdì mattina mi aspettavo di trovare questo spettacolo, visto che la sera prima i fiocchi avevano cominciato a cadere lievissimi da un cielo chiuso e bianco.
Albeggiava ed io infreddolita gioivo alla vista della bianca coltre che copriva il giardino. Confesso che gioivo anche all'idea che la scuola sarebbe stata chiusa!
Così è successo e in uno stato di beatitudine mi sono dilettata a fotografare il mio giardino e la campagna vista da casa mia . . .


L'albero dei cachi, rimasti a far da dispensa agli uccellini, era già una trina . . .

. . . su cui una capinera becchettava i dolci frutti ghiacciati.


Gigio, il gatto dei vicini, intanto perlustrava il giardino, incuriosito dalla strana novità . . .


Le ore sono trascorse, senza che la neve cessasse di cadere: fine, fitta e senza tregua. Il finestrone della sala ha fatto da cornice alle colline imbiancate . . .


La giornata è trascorsa, al calduccio: davanti al computer, in cucina, facendo qualche faccendina di casa e, naturalmente, ammirando di continuo lo spettacolo della neve.
Anche di sera, con i lampioni accesi, è assai suggestiva . . .



Questa mattina lo strato nevoso aveva raggiunto i trenta centimetri abbondanti e la nevicata era sempre fittissima . . .


. . . aveva ricoperto ogni albero, prato ed arbusto di una coltre di panna montata! Che meraviglia!
Mio marito, dovendo mettersi in viaggio, non era altrettanto contento: già scendere dalle scale con le valigie è stato un problema.

Ma invece per me uno spettacolo del genere è impareggiabile!



Ora anche la giornata di sabato è quasi del tutto trascorsa; è giunta la bella notizia della chiusura della scuola anche per lunedì: meno male, perchè siamo veramente sommersi dalla neve e non saprei nemmeno come fare ad uscire dal cancello!

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